
Il ballo dei debuttanti - Gala del 19 aprile
In Svizzera si calcola che due terzi dei giovani abbiano interesse per la politica, in particolare quella nazionale e internazionale. Le discussioni fra i "debuttanti” della politica si svolgono principalmente attraverso i social network, le amicizie e nel nucleo famigliare.
Tramite uno studio pubblicato dalla “Hochschule für Technik und Wirtschaft HTW di Coira e dalla Federazione Svizzera dei parlamenti dei giovani “ si è voluto verificare se i giovani sono davvero disinteressati e poco inclini a mettersi in gioco sul piano politico.
Secondo questo studio non solo i giovani sono interessati dai temi della politica ma ne discutono sovente e avrebbero il desiderio di cambiare loro stessi le cose che reputano ingiuste, poco adatte ad una società moderna, poco sociali ecc.
Sempre secondo i giovani interpellati i politici e le autorità fanno una politica che spesso non tiene conto dei loro bisogni o semplicemente delle loro idee e non si curano dei loro interessi.
Anche la comunicazione in ambito politico non considera le abitudini mediatiche della generazione dei nativi digitali.
Ne deriva un terribile spreco di idee e creatività che proprio oggi servirebbero come il pane al nostro paese.
Sarebbe indispensabile consolidare i corsi di educazione civica nelle scuole, spesso sacrificati in nome dei risparmi o programmi scolastici che vanno rispettati pedissequamente.
Troviamo la formula per mantenere sempre vivo l’interesse delle giovani generazioni a favore del loro paese, indipendentemente dalla bandiera che sovente diventa motivo di contrasto non sempre costruttivo e uccide la condivisione delle cose importanti.
Economia, salute, ambiente, socialità, mobilità, sicurezza, energia, occupazione, educazione e chi più ne ha più ne metta sono tutti temi cari ai giovani, ci mancherebbe altro e sono certo che le idee più innovative ed efficaci potrebbero essere annidate nelle loro menti.
Parlo di studenti e di apprendisti magari da poco entrati con difficoltà enormi nella vita lavorativa e che già hanno toccato con mano tutti disagi in parte prodotti anche da chi li ha preceduti!
Per citarne alcuni: dumping salariale, assicurazioni sociali zoppicanti, tramonto del posto sicuro di lavoro, obbligo di maggiore mobilità, o come recita la cronaca di questi giorni, sottoposti a forti pressioni salariali e di orario per mantenere il tanto agognato posto.
Non parliamo dell’invasione di frontalieri che di certo non spiana loro la strada per trovarsi un’occupazione dignitosa.
Insomma essere giovani nel 2015 è anche un impegno ed una fatica che richiede sforzi, costanza e perseveranza da cui normalmente riceviamo in cambio una corazza più spessa e solida che fa crescere e maturare in fretta.
Diamo dunque il nostro sostegno ad una categoria di persone di cui abbiamo senz’altro bisogno e dopo la lista e il numero del candidato diamo anche un’occhiata all’anno di nascita e facciamoci una riflessione. Votiamo pure secondo tradizione, puntiamo sugli amici, gli amici degli amici e sui parenti, lasciamoci travolgere dalle emotività fondate sulla nostra mappa del mondo ma lasciamo entrare i debuttanti e ravviviamo il ballo della politica cantonale a cui servono idee anche avventate, misure creative e in buona sostanza una ventata di freschezza decisionale. Purtroppo sono pochi i candidati al Gran Consiglio Ticinese nati dopo il 1980 , rendiamo onore al loro coraggio e al senso di responsabilità che hanno dimostrato, ma anche a chi ha voluto crederci!
“I giovani non sono più come una volta”, “maturano sempre più tardi” e avanti con il festival dei cliché e dei luoghi comuni, guardiamo oltre e proviamo a pensare con la nostra testa!
Bruno Besomi, candidato per la Lega dei Ticinesi al Gran Consiglio
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