
La classe medio bassa soffre per colpa delle troppe tasse causali e del costante aumento dei premi di cassa malati, d'altra parte la classe medio alta è soggetta ad un’importante imposizione fiscale, per via di aliquote sul reddito e sulla sostanza tra le più elevate in Svizzera, visto che come sappiamo il Ticino veleggia tra gli ultimi posti nelle classifiche intercantonali sulla fiscalità. Nonostante questo imponente prelievo fiscale – che è purtroppo in costante aumento (solo quest’anno per 87 milioni), le casse cantonali continuano ad essere in passivo per colpa della spesa pubblica eccessiva soprattutto nell'amministrazione pubblica e nel settore dei sussidi sociali, che ricordiamo per quasi metà vanno a stranieri.
L'aumento del 18% delle stime immobiliari deciso del governo a fine giugno comporterà un aggravio di 30 milioni ai danni dei cittadini per quanto riguarda le imposte cantonali e di quasi altrettanti per le imposte comunali.
Se non vogliamo fare la fine di altri paesi europei, dobbiamo interrompere subito la spirale del tassa e spendi, portando al contrario una sostanziale riduzione della spesa pubblica tramite la chiusura degli uffici cantonali inutili, prepensionamenti tra i funzionari pubblici e diminuzione dei sussidi sociali soprattutto agli stranieri, così da permettere future riduzioni fiscali e arginare la sempre più presente immigrazione nello Stato sociale ticinese.
Chiedo, dunque, coraggio al Governo nell’ambito della riforma delle imprese tre. Non potremo accettare una riforma omeopatica di mezzo punto all’anno, quando altri Cantoni hanno già aliquote sulle imprese, che sono la metà rispetto alle nostre.
Chiedo coraggio al governo nel ridurre la spesa pubblica nel settore degli asilanti, imitando i cantoni di Grigioni e Svitto che come abbiamo appreso a mezzo stampa non spendono un centesimo di più di quello che incassano dalla Confederazione per la gestione del problema.
Chiedo coraggio al governo per riformare i sussidi sociali, affinché questi vadano solo agli svizzeri e ai residenti e non ai permessi B. La spirale dell’immigrazione nel nostro Stato sociale va arginata prima che sia troppo tardi.
Chiedo, inoltre, coraggio al governo per una politica del personale rigida, senza privilegi di sorta per gli alti funzionari. Chiedo che i fannulloni vengano licenziati e non posteggiati in attesa della pensione. Chiedo che gli uffici risparmino e non continuino ad aumentare spese e mandati. Gli esempi si sprecano…
Chiedo, infine, coraggio al governo per un’applicazione ferrea dell’iniziativa prima i nostri, affinché si possa recuperare occupazione per ticinesi e residenti e per arginare il dumping salariale che ha creato in questi anni - per colpa della libera circolazione delle persone – l’aumento di una classe di lavoratori che non riesce ad arrivare a fine mese e che spesso è costretta a chiedere aiuti sociali.
Fino a quando non vedrò questo coraggio da parte del governo, non solo a parole, ma anche nei fatti, io voterò contro al preventivo.
Boris BignascaDeputato LEGA dei Ticinesi
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