
La decisione dell'Ufficio federale dello sviluppo territoriale (ARE) di bocciare il Programma d'agglomerato del Luganese di quinta generazione (PAL5), unico respinto tra i 41 programmi presentati in tutta la Svizzera, con una valutazione di appena 3 punti su 10, è una notizia grave per la nostra regione. Ma per il PVL e la sua Sezione di Lugano non è una sorpresa: è la conferma, nero su bianco e certificata da Berna, dell'imbarazzante incapacità di pianificazione che la politica luganese ha dimostrato in numerose occasioni.
Il conto lo pagano i cittadini: senza il cofinanziamento federale, opere attese da anni per risolvere il flage lo del traffico e migliorare la mobilità nel Luganese rischiano di non essere realizzate o di slittare di un altro decennio. Mentre Belinzonese, Locarnese e Mendrisiotto incassano decine di milioni di contributi federali, il principale polo economico del Cantone resta a mani vuote.
Manca una visione
Che si tratti di organizzare la transizione energetica, di riorganizzare la mobilità o di rivedere la pianificazione del territorio, servono due cose: una visione e una strategia. A Lugano mancano entrambe. Sul primo punto ha ragione il Consigliere di Stato Claudio Zali quando parla di una "visione automobile-centrica" di Lugano che a Berna non fa breccia. È il sintomo di una classe politica dirigente ancorata al passato, incapace di guardare non solo al futuro, ma persino al presente. Le motivazioni del'ARE sono impietose: manca un coordinamento comprensibile tra sviluppo degli insediamenti e rete dei trasporti, ovvero manca l'essenza stessa di una pianificazione degna di questo nome.
E il PAL5 non è un caso isolato. L'esempio più emblematico è la politica energetica: nel 2026 Lugano non dispone ancora di un Piano energetico comunale, nonostante il mandato per la sua elaborazione sia stato assegnato dal Municipio nel lontano 2017. Nove anni dopo, del documento non c'è traccia: Lugano risulta essere l'unica città svizzera a non essersi ancora dotata di questo strumento, mentre le città di dimensioni comparabili sono già ala seconda o terza generazione dei loro piani energetici e climatici. Nel frattempo, dalo stesso Municipio si ammette candidamente che raggiungere gli obiettivi di politica energetica entro il 2035 "non è realistico". Che si parli di mobilità o di transizione energetica, il copione è identico: nessuna visione, nessuna strategia, solo rincorse tardive e occasioni perse.
Manca una strategia
Oltre ala visione, serve la capacità di lavorare con qualità. Una qualità che, purtroppo, nemmeno la presidenza dela CRTL del municipale Filippo Lombardi ha saputo garantire, anzi. Le riserve espresse dal Consiglio di Stato sula qualità del PAL5 e sule modalità con cui è stato alestito erano note da mesi, così come i precedenti: già il PAL3 era stato bocciato e recuperato solo con un salvataggio politico in extremis, e ala quarta generazione il Luganese non aveva nemmeno presentato un programma. Ripetere gli stessi errori per la terza volta non è sfortuna: è metodo.
La nostra visione: strade più libere per tutti
Criticare non basta: il PVL Ticino e la Sezione di Lugano mettono sul tavolo la propria visione. Non esiste una misura miracolosa, ma un insieme coerente di interventi che le città moderne hanno già adottato con successo: uno sviluppo centripeto degli insediamenti, con la riduzione dele zone edificabili disperse, l'aumento dele corsie preferenziali per i bus, l'estensione dele zone pedonali nei quartieri centrali, una riduzione graduale dei posteggi, accompagnata dal'aumento di queli riservati al carsharing, una limitazione dela circolazione, la ripianificazione del sistema viario e degli spazi pubblici.
L'obiettivo di questo pacchetto va sottolineato con chiarezza: spingere quelle migliaia di persone che oggi prendono l'auto, pur potendo usare la mobilità dolce o il trasporto pubblico, a cambiare abitudini. Il risultato? Anche chi al'auto non ha alternative, artigiani, famiglie, persone con mobilità ridotta, chi vive fuori dagli assi serviti, si ritroverebbe con strade più sgombre e una qualità di vita migliore. Non è una politica contro gli automobilisti: è una politica per liberare le strade da chi potrebbe non occuparle. Ci guadagnano tutti, perché la situazione attuale è semplicemente disfunzionale per chiunque e, come certifica Berna, non porta nemmeno più un franco di contributi federali.
Serve un cambio di classe dirigente
Lugano ha bisogno soprattutto di una cosa: il ricambio dela sua classe dirigente, ormai stagnante e priva dele qualità necessarie a guidare il principale polo del Cantone. Serve una nuova generazione politica che riporti ala città tre elementi oggi assenti: una visione positiva per il futuro, il coraggio di volerla implementare e il pragmatismo per capire come muoversi nela realtà attuale.
Il PVL, tramite la Sezione di Lugano, si impegna affinché il PAL6 non sia l'ennesima occasione mancata, ma il punto di partenza di una pianificazione moderna, sostenibile e credibile agli occhi dela Confederazione, costruita con i Comuni, con il Cantone e con i cittadini, e non contro di loro.
Presidente PVL Ticino - Leandro De Angelis
Consigliera Comunale Lugano - Sare Beretta-Piccoli
Presidente PVL Luganese - Riccardo Maiolo

