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Benvenuti in Ticino, signori del gruppo Aldi. Ma non fate i furbi
Redazione
18 anni fa
Nando Ceruso

I signori del Gruppo Aldi Suisse sono i benvenuti in Ticino, ma a patto che non facciano i furbi nella convinzione che il Ticino possano imporre regole tese scardinare sistemi consolidati di dialogo sociale e contrattuale, che salvaguardino i diritti fondamentali del personale di vendita. Per quel che ci riguarda Aldi Suisse è gia partita col piede sbagliato, per non avere preso contatto con le realtà istituzionali, sindacali e sociali della nostra regione e ciò la dica lunga sulla sensibilità e sul modo di ragionare del suo management. Sbagliato è persino il tentativo di fare della disinformazione sulle prestazioni salariali e contrattuali offerte al personale, quando è risaputo che Aldi gioca le sue carte concorrenziali speculando al massimo anche sui costi del personale. Non a caso sono offerti in stragrande maggioranza, per non dire tutti, contratti di lavoro al 50%, quindi con stipendio dimezzato, che si traducono in contratti di lavoro precari - a ore e su chiamata - attraverso i quali l’azienda pretende la disponibilità su tutto l’arco della giornata da parte del personale. Si tratta di furberie imprenditoriali tese ad aggirare la legge federale sul lavoro, ma che hanno fatto il loro tempo alle nostre latitudini. Perché la vigilanza rimane alta da parte sindacale, per contrastare strategie manageriali spregiudicate improntante al massimo profitto e alla concorrenza, non sempre leale, sulle spalle del personale di vendita. Aldi dovrà, dunque, adeguarsi alle regole di rispetto dei diritti contrattuali vigenti e d’uso nel nostro Cantone, nonché ad ossequiare il rispetto della legge federale sul lavoro, che sancisce precise regole sul rispetto della personalità e la dignità dei dipendenti e sulla pianificazione dei tempi e dei programmi di lavoro, onde consentire al personale di pianificare la giornata lavorativa con più datori di lavoro. Si tratta di argomenti che affronteremo nei prossimi giorni con i dirigenti Aldi, sempre che questi non vogliano fare i furbi e declinare l’invito a verificare congiuntamente i contratti fatti sottoscrivere unilateralmente al personale. In tal caso sarebbero adottate le opportune azioni sindacali per assicurare il rispetto delle regole di una lecita concorrenza e il rispetto dei diritti contrattuali esistenti e d’uso nel nostro Cantone. Nando Ceruso, segretariato cantonale OCST 

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