
Da diverse settimane si dibatte sull’eventuale riapertura delle Scuole, preventivata per il prossimo 11 maggio 2020. Non vi è dubbio sul fatto che la riapertura degli Istituti Scolastici debba essere accompagnata da misure che permettano il rispetto della distanza sociale e delle misure accresciute di igiene implementate nelle ultime settimane. Gli Istituti scolastici, in concertazione con le autorità cantonali dovranno quindi elaborare piani di rientro e applicare misure sanitarie che tutelino la salute. Il dibattito è accesso, c’è chi sostiene una ripresa delle lezioni e della vita scolastica “normale” e chi invece ritiene che le misure sanitarie e organizzative che la scuola metterà in atto non garantiranno la sicurezza dei propri figli e dei docenti coinvolti. Al dibattito si aggiungono coloro che ritengono non valga la pena riaprire le scuole per appena 4 settimane. Leggendo le diverse prese di posizione manca un elemento estremamente attuale: Le colonie estive! In questo periodo dell’anno molte famiglie ticinesi, nelle quali entrambi i genitori lavorano (e sono davvero molte) vorrebbero, calendario alla mano, organizzare le attività di custodia e intrattenimento dei propri figli. Ma ad oggi non è dato sapere se colonie, centri estivi e campi sportivi possano aprire i battenti e se sì a quali condizioni. Il tema delle colonie estive va inserito nel dibattito in atto, perché anche su questo fronte le famiglie hanno bisogno di risposte certe. Inoltre non va sottovalutato il contributo di associazioni sportive, enti privati e religiosi che organizzano questi servizi di accudimento, e che ad oggi non sono in grado di confermare o meno la loro offerta di attività per l’estate 2020.
Beatrice EngelerFormatrice per Adulti e Mamma
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