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Aurelio Crivelli - La scuola va sempre sostenuta
Redazione
12 anni fa

A proposito dell’iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali”, si sono lette molte opinioni contrarie del tipo: “… certo che la scuola va sostenuta, ma si è già fatto molto e adesso basta”; oppure: “… è giusto sostenere la scuola, ma l’iniziativa prevede alcune misure poco chiare o misure che già sono state introdotte”; o ancora: “… nella scuola ci sono altri problemi più importanti”. Argomenti questi che sanno di “arrampicata sui vetri” e che in realtà hanno l’effetto di indebolire l’immagine della nostra scuola.È vero: forse l’iniziativa non è sempre chiara e alcune misure sono stata già intraprese; non dimentichiamo che è stata depositata nel 2009 e bisogna riconoscerle il pregio di aver aperto un sano dibattito su un tipo di scuola (infanzia ed elementari) che era stato un po’ dimenticato e ha avuto l’effetto di promuovere vari miglioramenti.La nostra scuola ha bisogno di un costante sostegno popolare. Votare sì all’iniziativa significa sostenere la politica di miglioramento intrapresa dal DECS e dal suo direttore Bertoli.Significa sostenere l’idea che gli investimenti nell’educazione sono scelte prioritarie, anche in momenti di crisi. Significa sostenere tutte le maestre e tutti i maestri delle scuole comunali (e non solo loro) che si impegnano per favorire l’apprendimento dei nostri ragazzi. Numerose ricerche internazionali mostrano che il numero di allievi ridotto produce, in classe, effetti positivi soprattutto per gli allievi deboli e favorisce anche gli scambi sociali nel gruppo. Inoltre è garanzia di migliori condizioni di lavoro per i docenti che, in questi anni, vengono chiamati a compiti onerosi che non si limitano all’insegnamento. Questo è un riconoscimento dovuto che avrà conseguenze solo positive per i nostri allievi e per i loro genitori.Significa sostenere l’idea che è un bene che convivano assieme allievi dotati e allievi con difficoltà che devono continuare ad avere pari opportunità di apprendere grazie ad adeguati interventi di sostegno.Significa riconoscere che la scuola è un’istituzione fondante della nostra società: la scuola dell’obbligo accoglie tutti i ragazzi di ogni provenienza sociale e quindi diventa luogo privilegiato per dare spazio a quei servizi (mense, doposcuola, …) che si rendono sempre più necessari per affiancare l’impegno educativo famiglie.Quindi anche se alcuni aspetti dell’iniziativa possono essere discutibili, non è discutibile il necessario sostegno che meritano le nostre scuole comunali. Quindi votiamo sì.

Aurelio Crivelli, docente DFA SUPSI

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