
L’iniziativa “Salviamo l’oro della Svizzera” chiede che la Banca Nazionale Svizzera debba mantenere una parte rilevante dei propri attivi in oro (minimo il 20%), che queste riserve non possono essere vendute ed infine che siano depositate in Svizzera.
Questa iniziativa nasce dalla constatazione che le vendite di oro degli anni scorsi sono state un grave errore e che oggi, con un bilancio della Banca Nazionale esploso a 500 miliardi di franchi, sia fondamentale garantire che una parte ben definita delle riserve sia depositato in Svizzera sotto forma di oro.
Per dare un’idea della situazione, la Banca Nazionale Svizzera deteneva a fine ottobre quello che al cambio di giornata sarebbero stati 210 miliardi in euro, 136 miliardi in dollari, 39 miliardi in yen, 33 miliardi in sterline, 55 miliardi in altre valute ma solo 39 miliardi in “oro e crediti per operazioni su oro”.
Quindi meno del 8% degli attivi della Banca Nazionale è in oro o in crediti per operazioni su oro, con tutti i problemi connessi al prestare le proprie riserve d’oro per operazioni speculative.
Ad esempio il fallimento della banca Drexel Burnham Lambert nel 1990 causò perdite rilevanti a varie banche centrali impegnate in tale genere di transazioni (ma non alla Banca Nazionale Svizzera a cui queste operazioni erano allora vietate).
La BNS dovrebbe perciò essere obbligata, come accadeva fino a pochi anni fa e come chiede questa iniziativa attraverso il divieto di vendita, ad essere prudente, perché è assurdo mettere a rischio le proprie riserve per massimizzare l'utile a breve termine.
Oltre il 90% degli attivi della BNS è però in valuta estera; una situazione molto pericolosa resa possibile dalla legge attuale che, se da un lato prevede l’obbligo di mantenimento di una parte delle proprie riserve in oro, dall’altro non ne specifica una percentuale.
Ma le valute estere (a differenza dell’oro) possono essere stampate a piacimento per finanziare i debiti pubblici e quindi nel lungo periodo si svalutano inevitabilmente.
Per capire quanto sia stata marcata questa svalutazione nel corso degli anni si pensi che quando nel 1907 è stata fondata la Banca Nazionale 1 chilogrammo di oro corrispondeva a 3444 franchi mentre oggi a 36000 (10 volte tanto!), e questo solo perché il franco svizzero, proprio grazie alle riserve d’oro poi (s)vendute, è stata la moneta più stabile del secolo scorso.
A termine di paragone 1 chilogrammo di oro 100 anni fa veniva scambiato per 664 dollari americani (oggi 38000), 136 sterline inglesi (oggi 23000), 2790 marchi tedeschi e 3444 lire italiane (oggi 30000 euro)
Il prossimo 30 novembre bisogna quindi votare SI per salvare le riserve d'oro della Banca Nazionale Svizzera, perché altrimenti domani potremmo ritrovarci in mano solo tanta carta straccia.
Athos Ambrosini, presidente UDC Bellinzonese e Tre Valli
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