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Athos Ambrosini: Carbone, che confusione signora Delcò Petralli
Redazione
15 anni fa

Gentile signora Delcò Petralli, non ho mai avuto il piacere di conoscerla ma suppongo che nel suo ambito, quello legale, lei sia una persona competente. Nel suo ultimo articolo “Lünen e la corrente che non c’è!” tratta però un argomento tecnico finendo col fare una gran confusione. Come lei giustamente scrive, in Germania verrà data precedenza al trasporto dell'elettricità prodotta da eolico e solare. Questa scelta non ha però ragioni politiche ma puramente tecniche in quando l'enorme limite di queste due fonti d'energia è di non poterne pianificare la produzione, visto che dipendono totalmente dalle condizioni atmosferiche. Se si informasse, saprebbe che in Germania nei momenti di forte vento vi sono grossi problemi dovuti ai picchi di produzione eolica che intasano la rete di trasporto d'energia dal nord al sud del paese. Per sopportare tali carichi causati dal nuovo rinnovabile, la Germania dovrà investire, e parecchio, allo scopo di evitare che la rete collassi. A differenza di quanto lei afferma non vi è però nessun rischio che l'elettricità di AET non giunga in Svizzera, in quanto una centrale moderna dotata di teleriscaldamento come quella di Lünen ha la precedenza di immissione in rete su tutte le altre centrali (nucleari, a gas, a carbone o idroelettriche), visto che non si può pensare di fermarla lasciando un'intera cittadina al freddo. Come lei scrive, durante il trasporto sono presenti delle perdite di rete, ma a differenza di quanto da lei affermato non sono notevoli bensì inferiori allo 0.2%, e per di più sono a carico, sia in Svizzera che in Germania, dei gestori di rete. Le ricordo però le alternative a questo investimento proposte dal suo partito: centrali eoliche nel Mare del Nord e solari in nord Africa. Entrambi questi luoghi sono però più lontani dal Ticino rispetto a Lünen, le perdite di rete subite sarebbero quindi proporzionalmente maggiori, fermo restando che in nord Africa (Tunisia e Libia) non esiste nessun impianto solare e non esiste nemmeno un elettrodotto che possa portare elettricità in Europa attraverso il Mediterraneo! Lei cita inoltre il presunto problema delle aste per il transito dell'elettricità da Basilea al Gottardo. Anche in questo caso fa nuovamente molta confusione dato che se si investisse, come da voi proposto, in parchi eolici nel Mare del Nord l'elettricità dovrebbe comunque attraversare la frontiera a Basilea per giungere in Svizzera, pagando quindi tanto quanto per l'energia di Lünen. Infine signora Delcò Petralli, lei parla di investimenti nel rinnovabile in Ticino. Mi permetto di fare due conti per lei. Supponiamo che AET investa nei prossimi 10 anni tutte le proprie risorse finanziarie per impianti fotovoltaici in Ticino, diciamo 50 milioni per 10 anni: mezzo miliardo. Ecco, dopo 10 anni e mezzo miliardo di franchi arriveremmo a disporre di 1/10 dell'elettricità prodotta a Lünen, 1/10 dell'elettricità necessaria al nostro cantone. E gli altri 9/10? Li dovremmo comprare a prezzo maggiore sul mercato, quindi elettricità da nucleare, gas e... carbone, senza però nessuna garanzia né sul genere di centrale, né sull'origine del combustibile. A differenza sua, voterò quindi NO all'iniziativa e SI al controprogetto perché, mi scuserà, non credo ai vostri irrealizzabili slogan. Athos Ambrosini, membro UDC, Claro

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