
La legge federale sugli assegni familiari, accolta massicciamente dal popolo a fine 2006, entrerà in vigore nella sua integralità a partire dal prossimo anno. In questa prospettiva, il Consiglio di Stato propone un adeguamento della normativa cantonale, riprendendovi le disposizioni obbligatorie della legge federale (Messaggio 27.05.08). Una carenza ingiustificata Il Consiglio di Stato rinuncia in particolare ad introdurre il diritto agli assegni familiari anche per i lavoratori e le lavoratrici indipendenti (secondo la legge federale, i Cantoni hanno la facoltà ma non l’obbligo di farlo). La limitazione degli assegni ai salariati è tuttavia sempre meno giustificata. Numerosi lavoratori indipendenti dispongono di redditi ampiamente analoghi a quelli dei salariati. Le trasformazioni più recenti del mondo del lavoro hanno persino dilatato il numero degli indipendenti che vivono in condizioni particolarmente modeste. Su scala nazionale circa un terzo degli indipendenti rientra nelle fasce di reddito che danno accesso ai sussidi per la cassa malati; un quarto non dispone di una previdenza professionale. Nell’ottica di una efficace politica in favore delle famiglie appare perciò opportuno superare la distinzione tra dipendenti e indipendenti. Modalità variegate L’opportunità di fare beneficiare anche gli indipendenti è già oggi avvertita da un numero significativo di Cantoni. Quasi la metà si è dotata di un regime di assegni familiari con formule differenziate. Per il diritto all’assegno, alcuni hanno fissato una soglia massima di reddito, così da circoscrivere gli assegni a coloro che godono di risorse limitate. Altri lo riconoscono indipendentemente dal reddito. I Cantoni dispongono cioè di un ampio margine di manovra, che consente di costruire un modello rispondente alle esigenze locali e a precise finalità sociali. Un’occasione da non mancare L’OCST sollecita perciò il Parlamento ad utilizzare il prossimo adeguamento della legge cantonale per estendere il diritto agli assegni familiari anche ai lavoratori indipendenti. Questa misura si giustifica dal profilo sociale; riflette inoltre il valore primario dei figli, indipendentemente dallo statuto dei genitori. L’OCST auspica che un preliminare approfondimento delle condizioni in Ticino dei lavoratori indipendenti e dei possibili modelli di erogazione degli assegni apra la via a questo opportuno completamento. Il Ticino, che è sempre stato all’avanguardia nella politica in sostegno del reddito delle famiglie, dovrebbe evitare di perdere terreno su questo decisivo settore della politica sociale. Meinrado Robbiani, Segretariato cantonale OCST
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