
Un polo per frontalieri a Locarno? È ciò che vorrebbe creare il Municipio, guidato dai partiti storici a favore della libera circolazione delle persone e del frontalierato senza limiti. Infatti, nell’area ex Macello ed ex Gas, si intende realizzare un fantomatico “polo della meccatronica”. Di cosa si tratta ? La risposta si trova nello studio SUPSI del 2013, commissionato dallo stesso Municipio: si tratta di poli tecnologici in cui si sviluppano componenti meccaniche ed elettroniche e che “si concentrano nel mendrisiotto per la possibilità di ricorrere a manodopera frontaliera”. Insomma, a Locarno si intende ricreare ciò che già avviene con risultati deleteri nel Sottoceneri: favorire l’arrivo di imprese straniere che assumeranno frontalieri e che genereranno traffico, danneggiando il tessuto economico, sociale ed ambientale della regione. In un Municipio a maggioranza PLR non c’è da stupirsi di tali scelte: essi sono da sempre vicini al mondo economico e alle imprese che si avvantaggiano del frontalierato senza limiti, mentre sono distanti dalla gente comune e dai lavoratori, sostenendo da sempre l’apertura verso l’Europa e la libera circolazione delle persone che tanti danni sta creando al mercato del lavoro ticinese.
È ancora vivo il ricordo della Pramac di Riazzino: fu presentata dai politici locali come una innovativa start-up operante nel settore del fotovoltaico, intascò milioni di soldi pubblici, diede lavoro a 130 persone di cui 110 erano frontalieri, infine dopo tre anni fallì miseramente chiudendo i battenti. Il presidente della Pramac (un consigliere comunale luganese ex PLR) finì in manette, mentre i politici dei partiti storici rimasero in imbarazzante silenzio.
I PLR che governano Locarno non si sono mai indignati su problemi quali il dumping salariale, il frontalierato, la sostituzione del personale residente. È quindi coerente che il Municipio intenda creare l’ennesimo progetto economico che non creerà alcun vantaggio ai locarnesi.
Sappiamo benissimo come andrà a finire, se il “polo della meccatronica” verrà realizzato: avremo una zona turistica con più traffico e più frontalieri, con imprese che, se non falliranno subito, di certo non offriranno lavoro ai ticinesi. Il sindaco subentrante e i municipali di Locarno dovrebbero andare a farsi un giro nel mendrisiotto, parlare con la gente che vive sulla pelle la “grande bruttezza” di questi poli per frontalieri. Ma non accadrà, poiché la partitocrazia delle grandi famiglie che governa Locarno non ha alcun interesse a scendere dal piedistallo ed entrare in contatto col paese reale.
Lo stesso studio SUPSI, valutando le varie alternative d’utilizzo dell’area ex Macello ed ex Gas, assegna solo una stelletta alla prospettiva di un polo della meccatronica, sostenendo che lo scenario migliore, per quel comparto della città, sia la creazione di un polo per lo sport, la salute e il benessere. Bastava un pizzico di buon senso, per concludere che Locarno è una città a vocazione turistica, in cui sviluppare strutture in grado di promuovere ed attirare turisti su tutto il corso dell’anno, non dei “poli attira frontalieri”.
Aron D’Errico – Movimento Giovani Leghisti Locarno
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