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Aris Della Fontana - Sì al referendum contro il "concordato anti-hooligan"
Redazione
13 anni fa

La Gioventù Comunista (GC) osserva con preoccupazione le tendenze autoritarie e securitarie che si stanno sviluppando in Ticino e in Svizzera (inasprimento legge d'asilo, divieti al divertimento giovanile e alle manifestazioni politiche). Ennesimo esempio è l'approvazione della modifica del cosiddetto "concordato anti-hooligan" da parte del Gran Consiglio ticinese, che comporterebbe l'applicazione, con il pretesto di combattere il fenomeno delle tifoserie violente, di misure in netto contrasto con lo Stato di Diritto e con diritti fondamentali quali la libertà di movimento, la protezione della sfera privata, la libertà di riunione e di manifestazione. Fra le misure caldeggiate dai promotori di questa modifica vi sono infatti la delega alle forze di polizia di competenze che spetterebbero al potere giudiziario, la possibilità di eseguire perquisizioni integrali anche da parte di agenti di sicurezza privati, l'obbligo per i tifosi di recarsi allo stadio con i trasporti organizzati dalle società sportive, nonché la possibilità di estendere le misure del concordato ad altre manifestazioni, quali feste popolari, carnevali, manifestazioni politiche e sindacali. La GC è da sempre scettica sull'efficacia delle misure repressive per arginare i fenomeni di violenza ed è convinta che la strada da seguire sia quella della prevenzione: la violenza (negli stadi e non) è sempre sintomo di un disagio radicato nella società e va pertanto combattuta andando a colpire questo disagio e non proponendo misure securitarie e spropositate che, oltre che essere lesive delle libertà personali, rischiano di causare più disagi di quanti non ne risolvano. L'applicazione di questo concordato infatti, oltre che a identificare come potenziale criminale ogni cittadino che si reca ad una manifestazione, conferisce un ampio potere decisionale alle forze dell'ordine (pubbliche e private), lasciando la strada spianata a potenziali abusi, che già ora sono tutt'altro che assenti. L'estensione del concordato a manifestazioni NON sportive fa sorgere il sospetto che più che i tifosi violenti si voglia in realtà colpire tutti quei cittadini che esercitano il loro legittimo diritto di riunirsi, scioperare e manifestare pacificamente. Con tale misura si pongono infatti le basi legali per la repressione arbitraria di eventuali moti sociali e di protesta: essa è pertanto lesiva dei diritti democratici sanciti dalla Costituzione e rischia di indebolire le possibilità di azione anche da parte dei sindacati operai e studenteschi. Alla luce di ciò la GC sostiene il referendum contro la modifica al concordato sulle misure contro la violenza in occasione di manifestazioni sportive ed invita a sottoscriverlo. Aris Della Fontana, Coordinatore Cantonale Gioventù Comunista (GC), Movimento Giovanile del Partito Comunista (PC)

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