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Aris Della Fontana: Rivalutare il servizio pubblico!
Redazione
15 anni fa

Secondo Mister Prezzi, Stefan Meierhans, le FFS realizzerebbero dei profitti eccessivi e ciò viene constatato ponendo come base il calcolo di "cosa spetta di utile ad una divisione, se sottoposta a concorrenza". Si fa notare come annualmente la mole degli utili nel settore del trasporto passeggeri si aggiri attorno alle centinaia di milioni di franchi, asserendo che tali risorse economiche potrebbero essere usate per ridurre le tariffe di alcune tratte ferroviarie e coprire i costi di acquisto e produzione relativi al futuro materiale rotabile. Dal canto suo il portavoce delle FFS Roman Marti afferma che a fissare l'utile da raggiungere è la Conferedazione e sta alla divisione passeggeri fornire le risorse destinate all'estensione dell'offerta, dunque le cifre sarebbero giustificate da un progetto che si snoda sul lungo periodo (20 miliardi entro il 2030).Stando quindi alla replica delle FFS, non vi sono ancora sufficienti guadagni affinché si possa finanziare con mezzi propri (cioè con gli utili contratti) l'estensione e l'accessibilità dell'offerta. Il nodo della questione sta nella metamorfosi che da ormai diversi anni a questa parte ha caratterizzato il servizio pubblico nella sua generalità: la gestione di tali settori ha visto l'inserimento di criteri legati a parametri di mercato che ne hanno sostanzialmente influenzato la forma e soprattutto gli obiettivi. In tal senso la critica di Mister Prezzi è pienamente inglobata all'interno di questa nuova visione e non a caso viene utilizzato come metro di giudizio la potenziale esistenza di un libero mercato all'interno del settore ferroviario, pretendendo conseguentemente che le FFS si autofinanzino esclusivamente attraverso i guadagni interni, slegando di fatto il settore dal naturale ed originario legame con i fondi statali. Il servizio pubblico, in questo caso il comparto ferroviario, deve ritornare a muoversi all'interno del panorama nazionale come un settore che proponga alla popolazione un'offerta accessibile e diffusa sul territorio in modo soddisfacente. Tale obiettivo deve per forza di cose passare dall'abbandono della concezione aziendale per la quale viene subordinata l'offerta complessiva all'esigenza primaria di contrarre determinati livelli di utili annuali. Lo Stato, soprattutto durante l'attuale congiuntura economica caratterizzata da una pesante recessione, non può abbandonare tali settori strategici e fondamentali, bensì deve svilupparne l'accessibilità anche nell'ottica di arginare l'erosione del potere d'acquisto relativo delle classi popolari. Riteniamo che la Ferrovia, essendo un servizio pubblico, non debba perseguire primariamente degli utili quanto garantire un servizio accessibile a tutti i cittadini!

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