Cerca e trova immobili
HelvEthica Ticino
Argomenti votazione popolare dell’8 marzo
©Gabriele Putzu
©Gabriele Putzu
Redazione
12 giorni fa
Il presente contributo è l’opinione personale di chi lo ha redatto e non impegna la linea editoriale di Ticinonews.ch. I contributi vengono pubblicati in ordine di ricezione. La redazione si riserva la facoltà di non pubblicare un contenuto o di rimuoverlo in un secondo tempo. In particolare, non verranno pubblicati testi anonimi, incomprensibili o giudicati lesivi. I contributi sono da inviare a [email protected] con tutti i dati che permettano anche l’eventuale verifica dell’attendibilità.

Imposizione individuale

Riconosciamo che l’imposizione individuale corregge una distorsione fiscale reale e migliora la neutralità del sistema. Tuttavia, non possiamo sostenerla perché il suo effetto complessivo va oltre la tecnica tributaria.

Questa riforma completa un processo di individualizzazione che riduce il riconoscimento della famiglia come unità economica e sociale. In particolare, penalizza indirettamente le famiglie monoreddito e quelle con figli, cioè proprio i nuclei che svolgono una funzione essenziale anche se non monetizzabile.

A ciò si aggiunge un aspetto non meno importante: l’aumento dei costi e della burocrazia. L’imposizione individuale comporta adeguamenti complessi dei sistemi fiscali, nuove deduzioni correttive e un maggiore onere amministrativo, con impatti finanziari non trascurabili per la Confederazione e i Cantoni, in un contesto già sotto pressione.

In un quadro di calo delle nascite e di crescente fragilità familiare, riteniamo incoerente adottare una riforma che rafforza l’autonomia fiscale individuale senza compensare adeguatamente il valore del lavoro educativo e di cura, e che per di più genera nuovi costi strutturali.

Per questi motivi, il nostro è un NO di principio pragmatico, non ideologico: la riforma corregge un problema, ma ne crea altri più profondi sul piano sociale e demografico.

Canone a 335 o a 200 franchi?

Sei soddisfatto del pluralismo dell’informazione offerto dalla RSI? Ritieni che l’informazione proposta sia realmente imparziale, capace di presentare i temi in modo completo, critico e a 360 gradi, soprattutto su questioni controverse?

Pensi che un servizio pubblico finanziato obbligatoriamente debba rappresentare tutte le sensibilità della popolazione, o solo alcune? E, soprattutto, ritieni giusto che chi non usufruisce dei servizi della RSI debba comunque pagare il canone?

È ragionevole che il canone sia preteso anche per i figli che, per motivi di studio, vivono in un’altra città ma sono ancora a carico dei genitori, generando in tal modo una doppia o tripla imposizione di fatto per una stessa famiglia?

Se si risponde a queste domande in modo onesto, la posizione sul canone – e sulla sua riduzione – diventa evidente. La riduzione del canone non è un attacco al servizio pubblico, ma una richiesta di proporzionalità, equità e responsabilità verso chi lo finanzia.

Denaro contante

Per chi difende davvero la libertà e la privacy, la posizione è chiara: SÌ all’iniziativa e no al controprogetto. L’iniziativa dice esattamente cosa vuole tutelare, senza ambiguità: banconote e monete, ancorate nella Costituzione, e la garanzia che ogni eventuale sostituzione del franco svizzero avvenga solo con il consenso del Popolo e dei Cantoni.

Il controprogetto, invece, svuota questo contenuto sostituendo un oggetto concreto con il termine “numerario”, che è giuridicamente aperto e fuorviante. Numerario non significa necessariamente contante fisico e lascia spazio a interpretazioni future che vanno ben oltre la richiesta popolare. Non si tratta quindi di una correzione formale, ma di una riscrittura sostanziale che neutralizza il senso dell’iniziativa.

Qui è in gioco non solo una questione monetaria, bensì una questione democratica: chi deve decidere del futuro della nostra moneta. Non un’entità astratta né interpretazioni tecniche, ma il Popolo e i Cantoni, come vuole la nostra tradizione costituzionale. Il contante garantisce libertà, privacy e resilienza; una tutela ambigua non le protegge, le rimette in discussione.

Per questo, per chi prende sul serio questi principi, la scelta è semplice e coerente: SÌ all’iniziativa, NO al controprogetto. E in caso di accettazione di entrambi (terza domanda), SÌ all’iniziativa.

Fondo per il clima

Verdi e rossi continuano a puntare sui sussidi statali come leva principale per finanziare il cosiddetto “green”. È una strategia politicamente comoda, ma concettualmente debole, perché evita il punto centrale: una parte significativa dell’inquinamento non viene ridotta, bensì esportata.

Molti prodotti presentati come ecologici lo sono solo sul piano interno. Pale eoliche, pannelli solari, auto elettriche e batterie sono spesso prodotti all’estero, in particolare in Asia, utilizzando energia altamente inquinante e materie prime estratte in condizioni ambientali e sociali discutibili. Il risultato è un’operazione contabile: la Svizzera migliora le proprie statistiche, ma contribuisce a un impatto ambientale globale che rimane, o addirittura aumenta.

Anche le soluzioni tecniche promosse come universali meritano maggiore onestà. Le pompe di calore, ad esempio, consumano elettricità e non sono indipendenti dal sistema energetico. Inoltre, hanno una durata di vita limitata, con costi ambientali legati alla produzione, alla sostituzione e allo smaltimento che raramente vengono presi in considerazione.

A tutto questo si aggiunge il costo elevato per lo Stato. Il green finanziato a colpi di sussidi crea dipendenza dal denaro pubblico, senza garanzie di efficacia ambientale reale. Infine, resta una questione etica: molte filiere “verdi” si basano sullo sfruttamento di risorse e lavoro in Paesi dove gli standard ambientali e sociali sono ben lontani da quelli che diciamo di voler difendere.

Se vogliamo una politica ambientale credibile, dobbiamo smettere di inseguire soluzioni simboliche e affrontare il tema in modo globale e realistico, guardando all’intero ciclo di vita dei prodotti e non solo agli slogan.

HelvEthica Ticino

I tag di questo articolo