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Antonio Nessi - Il secondo tubo s'ha da fare incondizionatamente
Antonio Nessi - Il secondo tubo s'ha da fare incondizionatamente
Antonio Nessi - Il secondo tubo s'ha da fare incondizionatamente
Redazione
11 anni fa

Quello che fa male al buonsenso ed al cuore di cittadino Svizzero è la disonestà con la quale alcuni personaggi del nostro mondo economico e politico come pure personaggi che pensano di avere il lume di qualcosa, ma che calan solo pseudo sentenze senza senso, è che si voglia, contro ogni logica ed evidenza, sostenere una battaglia logicamente persa contro la realizzazione del secondo e necessario tubo della galleria autostradale di collegamento per il Ticino con il resto della nazione (arteria indispensabile per la mobilità interna, di contatto e correlazione, e chi più ne ha più ne metta! e soprattutto coesione nazionale!!).

Non si può demagogicamente affermare che i problemi di inquinamento e di traffico nel Mendrisiotto, con i suoi km di colonna durante gli orari di inizio e di fine giornata, dovuti alle persone (frontalieri o meno) che si recano al lavoro dal Mendrisiotto (bellissimo paese con valli e vallette incontaminate e meta di turismo anche straniero) , dal Varesotto e dal Comasco siano causati dall’ eventuale , ma indispensabile secondo tunnel del San Gottardo.

Lo sanno e lo capiscono anche i famosi bambini dell’ asilo. Lo sanno e lo capiscono anche le mogli straniere (come la mia) di cittadini svizzeri giunte nel nostro bel cantone, ma che hanno un po’ di “granu salis” in testa. Lo sanno e lo capiscono anche coloro che viaggiano in treno, perché il tunnel del San Gottardo si trova a quasi 100 km da Chiasso e Mendrisio ed in oltre abbiamo un Monte Ceneri che , se salva il Locarnese dalle polveri fini della Lombardia, potrà anche salvare il Mendrisiotto dalle presunte polveri fini della Levantina. Si! Perché il traffico del Gottardo non è lo stesso di quello dei frontaliere (60'000 !!!) che percorrono “ avanti e indrè” la strada dalla frontiera italo-svizzera fino a Lugano e dintorni (max. Bellinzona). Lo sanno e lo capiscono anche i bernesi (capisci il doppio senso) delle Ferrovie Federali Svizzere, perché onestamente ammettono , anche senza dirlo , che da sola l’Alptransit non ce la farà ad assorbire e trapassare oltre Gottardo tutto il traffico gommato soprattutto leggero ed anche pesante (soprattutto quello di transito che dovrebbe essere caricato “da frontiera a frontiera” dice l’ iniziativa delle alpi !).

Insomma siamo stanchi di sentirci propinare disonestamente e demagogicamente effetti catastrofici causati dall’ eventuale splitting del traffico in due tunnel unidirezionali senza aumento della capacità.Siamo onesti, è anche una questione economica certo, ma se pensiamo ai costi delle aree di carico e scarico previste in Ticino (Biasca ed Airolo e poi anche Chiasso) ed oltre Gottardo in sostituzione del 2° tubo c’è da mettersi le mani nei capelli. “Fare e disfare” , dicono che sia tutto lavorare . Un secondo tubo con il risanamento del primo sarà fatto una sola volta per almeno i prossimi 60 anni; le aree di carico e scarico saranno fatte e disfate almeno due volte nel frattempo.Siamo onesti, non si tratta solo di inquinamento! Infatti nei prossimi anni i veicoli soprattutto leggeri, ma anche pesanti subiranno una svolta importante nell’ ibrido o addirittura nell’ elettrico. Perciò fumi, CO2, inquinamento fonico pure, ecc. son solo oramai parole di battaglia sorpassate .

Siamo onesti. Il traffico merci è condizionato molto più dall’ economia che non dalla comodità di tragitto.I camion circolano per necessità ! ( anche se qualcuno sembra non lo sappia ancora o non vuole ammetterlo) Quello interno pesante e turistico non sottostà all’ Iniziativa delle Alpi ,in fondo. Tanto polverone per solo alcuni veicoli pesanti che transitano da frontiera a frontiera.

Perciò non abbiamo paura ! il secondo tubo s’ha da fare incondizionatamente e, mi ripeto, soprattutto per la sicurezza. Sarà un sollievo per tutti, favorevoli e contrari, e pure per i nostri nipoti.A noi tocca dar loro la possibilità di attraversare il San Gottardo in sicurezza e senza il rischio di dover subire lutti inutili e dolorosi. Sarebbero disposti i contrari a farsi carico della corresponsabilità per simili nefasti incidenti?

Antonio NessiVice Presidente ASTAG SEZIONE TICINO

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