
Il pacchetto di misure anti-smog proposto da Zali, ha visto le sue prime attuazioni. È in questi giorni infatti, che in talune zone critiche del Ticino, i valori delle microscopiche e micidiali polveri fini hanno di gran lunga superato l'inquinamento detto "acuto".
L'inquinamento acuto si raggiunge quando la concentrazione di PM10 nell'aria tocca i 70 microgrammi/m3. Martedì 30 gennaio, a Chiasso, la concentrazione di tali polveri ha superato i 175 microgrammi/m3. Le misure anti-smog di Zali arrivano dunque, con grande e pericoloso ritardo. L'importante però, è che arrivino.
Invece di salutarle con sollievo, le misure sono state criticate con atteggiamento fatalista da diverse voci. Da più fronti si è invocata la pioggia credendo di trovare nella sua prossima venuta, un'argomentazione convincente per attaccare il pacchetto anti-smog. "Speriamo piova!" è stata, per esempio, l'esclamazione del sindaco di Chiasso a seguito dell'intervento di Jessica Bottinelli (US-I Verdi, Chiasso) la quale, indossando una mascherina anti-smog, ha chiesto al Municipio di adottare misure coraggiose e incisive per contrastare i picchi velenosi di polveri fini nell'aria.
Per quale motivo la pioggia dovrebbe essere la soluzione all'inquinamento? Grazie alle precipitazioni, le PM10 smettono di essere nocive per i polmoni degli esseri umani e degli animali, ma non per l'ecosistema in generale; esse vengono assorbite dal terreno e dalle acque causando danni cronici o permanenti all'ambiente.
Altre critiche mosse contro la gratuità dei mezzi pubblici hanno riguardato il suo costo. Garantire la gratuità dei mezzi pubblici comporta una spesa di 60'000.- al giorno. È troppo caro? Non è detto dal momento che, come si desume dal sito della Confederazione, "in Svizzera i costi generati dall'inquinamento atmosferico ammontano annualmente a diversi miliardi di franchi" (www.bafu.admin.ch). Sebbene i tubi di scappamento delle automobili non siano il maggiore responsabile della pessima condizione dell'aria, esse giocano un ruolo rilevante: agire sulle condizioni di circolazione dei mezzi privati non rappresenta la proverbiale "goccia nell'oceano".
Al posto di reagire dove le misure di Zali vedono giusto - limitazione della velocità di circolazione a 80 km/h e gratuità dei mezzi pubblici - sarebbe più utile intervenire con delle proposte per annullare le falle del pacchetto; dato che esso entra in azione solo quando lo smog invernale ha largamente superato i limiti consentiti, perché non attuarlo preventivamente? Se durante la stagione invernale si susseguono due settimane senza pioggia, non potrebbero scattare automaticamente la limitazione di circolazione a 80 km/h e la gratuità dei mezzi pubblici? Fino al 2015, per contrastare l'inquinamento estivo (ozono a basse quote), grazie alla campagna "Cambia l'aria!", sono stati offerti abbonamenti Arcobaleno a prezzi convenienti. Perché non proporre lo stesso tipo di abbonamento anche nei mesi invernali?
Vista la difficoltà del nostro Cantone ad adottare misure coraggiose, ingenti e sensate nei confronti dell'ambiente, queste proposte appaiono utopiche, ma le utopie nascono in un luogo ben preciso: laddove piantiamo i paletti per raccorciare le nostre vedute mentali. Spostiamo i paletti.
Antonia Boschetti, comitato PS del Mendrisiotto
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