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Anno di solidarietà e di cambiamenti
Redazione
18 anni fa
Giovanni Jelmini

All’inizio di questo nuovo anno Benedetto XVI ha invitato i fedeli a voler riflettere sul tema: combattere la povertà, costruire la pace. “Nell'attuale mondo globale - afferma il Papa nel suo messaggio - è sempre più evidente che si costruisce la pace solo se si assicura a tutti la possibilità di una crescita ragionevole: le distorsioni di sistemi ingiusti, infatti, prima o poi, presentano il conto a tutti. Solo la stoltezza può quindi indurre a costruire una casa dorata, ma con attorno il deserto o il degrado. La globalizzazione da sola è incapace di costruire la pace e, in molti casi, anzi, crea divisioni e conflitti. Essa rivela piuttosto un bisogno: quello di essere orientata verso un obiettivo di profonda solidarietà che miri al bene di ognuno e di tutti.” L’appello alla solidarietà è tanto più attuale in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo e che sta provocando disagi un po’ a tutti, ma in particolare ai meno favoriti. Nel corso di questo nuovo anno riscoprire il concetto di solidarietà sarà quindi un compito prioritario per chi cerca di operare nell’ambito della politica, ispirandosi all’insegnamento sociale della Chiesa. Gli effetti della crisi si prospettano infatti pesanti e si stanno facendo sentire sempre più anche nel nostro Paese, segnatamente nel settore dell’occupazione. L’ente pubblico potrà contribuire a contenere i disagi dei lavoratori, delle famiglie e delle imprese, sostenendole finanziariamente, mediante contributi mirati, alleggerimenti di oneri e una politica dinamica e decisa nell’ambito degli investimenti che concernono le infrastrutture dello Stato. Si tratta ad esempio di anticipare, rispettivamente di agendare con una certa sollecitudine i lavori di ristrutturazione dei beni immobili di proprietà del Cantone, in particolare degli edifici che necessitano di urgenti interventi di manutenzione straordinaria per un loro utilizzo più confacente, più ecologico ed economico dal profilo dei consumi energetici. Si tratta anche di sostenere e incentivare i programmi occupazionali destinati a coloro che nei prossimi mesi rischieranno di perdere il posto di lavoro o il diritto alle indennità di disoccupazione. Oltre al necessario sostegno finanziario, a chi rimarrà senza un lavoro occorrerà offrire un’occupazione alternativa per contenere il rischio di un’emarginazione con le relative conseguenze negative. Ma queste e altre misure non saranno sufficienti per superare la crisi e, comunque, per superarla traendo qualche utile insegnamento per il futuro. Occorre affrontare questa fase critica dell’economia locale e mondiale, cercando di recuperare i veri valori della società e della vita. Occorre inoltre ristabilire quanto prima un corretto rapporto tra la politica e l’economia e tra l’economia e la finanza, ponendo al centro di ogni intervento la persona umana, i suoi bisogni e il suo sviluppo. Occorre infine - come ricorda il Papa nel messaggio rivolto a noi tutti - recuperare il valore della solidarietà, inteso come strumento efficace per combattere la povertà e costruire la pace. Auguri. Giovanni Jelmini, presidente cantonale PPD

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