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Animalisti e atti criminali: blocchiamo questo terrorismo!
Redazione
17 anni fa
Tullio Righinetti

Lo scorso mese di febbraio sono intervenuto in Gran Consiglio sulla Mozione presentata da Bill Arigoni dal titolo: “ Servono ancora gli zoo? Riconvertiamo lo zoo di Magliaso.” Dopo avere esposto la mia posizione, che non mette conto riprendere in questo atto parlamentare, avevo ricordato le operazioni da commando rivoluzionario messe in atto da persone che non ho esitato, e non esito, a definire criminali. Questi individui affermano di fare parte del non ben definito Alf, (Animal liberation Front), una associazione segreta nata in Inghilterra nel 1975, che avrebbe aderenti e sezioni in tutta l’Europa se non addirittura nel mondo intero. Al Consiglio di Stato avevo chiesto formalmente informazioni esaustive ed aggiornate sull’esito delle indagini di polizia che sarebbero in atto. Purtroppo la Consigliera di Stato responsabile del messaggio in discussione, non era in grado di dare adeguati chiarimenti sull’oggetto, d’altra parte in quell’occasione il capo dicastero della Polizia Cantonale non era presente. Così concludendo avevo preannunciato un’interrogazione affinché il Parlamento, ma soprattutto il Paese, venisse informato. Lo faccio oggi stimolato anche da nuovi fatti e altrettante nuove minacce per il futuro. Dopo i gesti criminali perpetrati a Magliaso a danno di una proprietà privata nel 2007 con danni materiali ingenti, sia strutturali sia con la perdita di animali di grande valore, si è registrata una analoga operazione contro una persona che praticava la nobile arte della falconeria con scopi didattici e storici e non certo per procurasi carne da mangiare. Poi i fumogeni lanciati contro uno spettacolo del Circo Nock, con messa in pericolo di molte persone accompagnate da bambini, senza dimenticare i furgoni, appartenenti a commercianti di carne dati alle fiamme a Giubiasco e a Cadenazzo. Ora, è storia recente, sono state rotte vetrine e attaccate macellerie, ree di “squartare capretti” destinati alle tavole pasquali. Si è trattato e si tratta di vere azioni di guerriglia, non certo di semplici bravate studentesche. Nel mese di aprile il C.d.T. ha riferito di una lettera minatoria giunta in redazione e ha ampiamente informato sulla storia di questo anomalo movimento. Sul caffè di domenica 3 marzo è apparso un dettagliato servizio, si tratta addirittura di una intervista segreta ad alcune persone che non solo si sono vantate della loro “missione”, ma hanno prospettato nuovi interventi e in particolare contro il nuovo macello cantonale. Dopo oltre due anni dai noti fatti di Magliaso, seguiti da altre analoghe operazioni criminali, nulla si sa sugli autori e soprattutto non è noto a che punto si trovino le indagini di Polizia. Ho personalmente fiducia nella nostra Polizia, alla quale ho sempre manifestato, nella mia attività parlamentare, stima e sostegno. Tuttavia sono perplesso di questi ritardi, e mi chiedo, come molti ticinesi, a che punto siano le indagini, meravigliandomi di non vedere risultati concreti a distanza di tanto tempo. L’articolo apparso sul Caffè dal titolo “Colpiremo il macello cantonale!”, frutto di una intervista in un pubblico esercizio tra un giornalista del domenicale e alcuni responsabili dell’ALF, deve fare pensare. Si tratta, a non averne dubbi, di una minaccia allo Stato di diritto che preoccupa la popolazione, e non può né deve lasciare indifferenti le autorità. Una forma di apologia del crimine finalizzato al fanatismo animalista. Detto questo interrogo l’esecutivo a sapersi: cosa ne pensa il CdS di questo Alf e dei suoi fanatici aderenti. Li considera veri criminali in grado di mettere in pericolo le strutture private e i cittadini stessi, o li reputa semplicemente dei… gogliardi? A che punto sono le indagini, visto che sono passati oramai anni, e che in alcuni casi esistevano tracce non da poco per individuare gli autori? Al di là della libertà di stampa, sacrosanta, il CdS considera accettabile che un gruppo di criminali possa restare nell’incognito, dopo un colloqu

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