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Angelo Zanetti: Posta, stop alle ristrutturazioni inutili
Redazione
16 anni fa

Ebbene si, succede anche questo. Se fino a qualche mese fa i dirigenti della Posta avevano preventivato un netto calo degli utili, oggi, gli stessi dirigenti, hanno dimostrato, con un risultato consolidato di ben 728 milioni di franchi, che l’azienda gode di ottima saluta ed è ben lungi dall’essere sull’orlo del fallimento. Se da una parte il Sindacato della Comunicazione si rallegra per questo risultato, dall’altra esige che l’azienda rinunci immediatamente a tutti i progetti di ristrutturazione che sottraggono posti di lavoro. Alla luce di questo risultato ci chiediamo se questi dirigenti siano effettivamente in grado di fare un’analisi seria e corretta del mercato in cui operano o se, al contrario, non abbiano voluto appositamente suscitare allarmismi per poter mettere in atto i vari progetti di ristrutturazione. Da parte nostra, abbiamo sempre contestato le loro cifre e le loro affermazioni e oggi si è dimostrato l’effettiva forza e l’ottimo stato di salute di cui gode la Posta Svizzera. La prova è anche nella tenuta dell’unità PostMail che, a fronte di un pronosticato calo massiccio dei volumi, ha realizzato un risultato positivo di 200 milioni di franchi. Constatiamo per contro un forte calo del personale presso la casa madre, con un meno 2'056 unità personale, quindi una tendenza che non da cenno ad arrestarsi. Il gruppo Posta ossia, tutte le aziende nuove e quelle trasformate in società anonime, ha avuto un aumento di 625 unità personale. Fra l’altro, attendiamo il dettaglio ma siamo certi che una buona parte di questo aumento è avvenuto all’estero. Vogliamo però far notare come nelle società anonime, vecchie e nuove, le condizioni di impiego sono peggiori rispetto a quelle della casa madre. In pratica tutti lavorano per la Posta Svizzera, mettono gli stessi abiti, usano gli stessi mezzi ma, di fatto, non hanno le stesse condizioni di lavoro. E con un risultato finanziario come questo, che si protrae oramai da parecchi anni, non dimentichiamolo, è inaccettabile. E non dimentichiamo nemmeno che stiamo parlando di un’azienda che è di proprietà della Confederazione. Per il Sindacato della Comunicazione il risultato finanziario presentato oggi dimostra come non vi sia alcuna ragione economica obiettiva da permettere alla Posta di portare avanti i vari progetti di ristrutturazione che hanno il solo scopo di sottrarre occupazione, peggiorare le condizioni di lavoro e il servizio alla popolazione. Il Sindacato della Comunicazione esige quindi dalla Posta che cessi immediatamente la politica di chiusura degli uffici postali e che rinunci a tutti i nuovi progetti a cominciare da quello denominato Distrinova, che vuol introdurre delle nuove macchine per la preparazione del giro di recapito delle lettere. In questo periodo economico difficile La Posta Svizzera deve fungere da vero e proprio motore trainante, attraverso un aumento dell’occupazione con delle buone condizioni di lavoro, per appunto rilanciare l’economia nel nostro paese. Con 728 milioni di utile, si, si può fare! Angelo Zanetti, Sindacato della Comunicazione

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