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Andrea Stephani - Preventivo, rinunciare al lusso del superfluo si può
Redazione
12 anni fa

Preventivo 2014: rinunciare al lusso del superfluo si può

Coerentemente con le posizioni espresse durante il primo anno di questa legislatura breve, i Verdi hanno ribadito il proprio “no” al preventivo 2014 della Città di Mendrisio, approvato alle prime luci dell’alba di giovedì primo aprile con 30 voti favorevoli contro 21 contrari. Condividendo le posizioni in materia di pianificazione espresse nel rapporto redatto da Grazia Bianchi (Insieme a Sinistra), i consiglieri comunali ecologisti, pur riconoscendo gli sforzi fatti dal Municipio per far quadrare i conti, in rosso ma non troppo a causa delle incessanti richieste cantonali, hanno ribadito le proprie perplessità in merito al megalitico Centro di Pronto Intervento (i soli costi di progettazione superano i 750'000 franchi!) ed hanno indicato altre possibili misure di risparmio che l’esecutivo mendrisiense non ha – sino ad ora – considerato e che permetterebbero di non andare a penalizzare in maniera drastica le associazioni presenti sul territorio ed il loro esercito di volontari. Una preoccupazione, quest’ultima, sollevata anche dagli interventi dell’ex municipale Maurizio Sala (PLR) e da Flavio Foletti (PPD).

In primis, i Verdi sollecitano la chiusura del “povero” (Calderari dixit) Ufficio di promovimento economico, il cui operato non ha mai convinto nemmeno coloro che in passato sono stati tra i promotori dello sportello, ovvero i liberali – radicali. Proprio il PLR ha depositato qualche mese fa una mozione per l’istituzione di un Dicastero Economia che, se approvata, creerebbe un inutile doppione con l’ufficio diretto da Agnès Pierret. In questo preciso momento storico, per i Verdi, il Comune di Mendrisio non ha bisogno di un Ufficio di promovimento economico, bensì di un Ufficio di promovimento ecologico che si interessi di pianificazione, di territorio e della qualità della vita degli abitanti di quel comune che una volta veniva chiamato Magnifico Borgo.

In tempi di magra, prima di arrivare a scelte finanziariamente troppo dolorose, è utile eliminare il superfluo. Superfluo come l’attuale Centro giovanile: destinato ad una fascia ristretta di adolescenti (dai 15 ai 18 anni), aperto in orari assurdi (quando i ragazzi sono a scuola) e quasi totalmente disertato dagli stessi giovani a cui si rivolge. Le presenze giornaliere tra le fin troppo candide mura del centro si contano sulle dita di una mano e le attività proposte non riescono ad essere una valida alternativa né ai ritrovi del giovedì sera né tantomeno alla pensilina degli autobus presso la vicina stazione ferroviaria, che, dal Centro giovanile, dista solo una ventina di metri. Che fare allora? Chiudere il centro, vendere lo stabile (o trasformarlo in un centro autogestito, risparmiando così sulle spese correnti) e ripensare la politica giovanile del comune (un operatore di prossimità, ad esempio, sarebbe infinitamente più utile), anche in previsione della creazione di uno spazio culturale intergenerazionale come dovrebbe essere, stando al messaggio municipale ritirato il mese scorso, la Filanda.

In entrambi i casi, il santo non vale la candela. Rinunciando all’Ufficio di promovimento economico e al Centro giovanile (due voci di spesa di cui non si avverte davvero la necessità), il Comune di Mendrisio risparmierebbe denaro sonante che potrebbe essere utilizzato per finanziare in parte i grandi progetti (il Parco di Villa Argentina su tutti) di questa legislatura. E che offrirebbe una salutare boccata d’ossigeno alle associazioni sportive e culturali che giornalmente si impegnano affinché la popolazione di Mendrisio possa vivere una vita più felice.

Andrea Stephani,

Capogruppo CC I Verdi, Mendrisio

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