Cerca e trova immobili
Ospiti
Andrea Stephani - Consumo consapevole, boicottaggio e controinformazione
Redazione
12 anni fa

Nelle ultime settimane, l'attenzione dei media si è concentrata soprattutto sul famigerato e frainteso "bollino di Claro". Mentre l'iniziativa di una certificazione per le aziende che impiegano personale residente si è estesa anche al Comune di Monteggio, si sono immediatamente formati due fronti contrapposti. Da una parte troviamo coloro che difendono il bollino e dall'altra coloro che lo ritengono discriminante.

Dunque, bollino sì o bollino no? A mio avviso, per essere davvero efficace, la certificazione di qualità rilasciata alle aziende da un Comune (o dal Cantone) dovrebbe basarsi non solo sulla percentuale di residenti impiegati, ma anche su altri parametri quali la sostenibilità ambientale della filiera di produzione e l'eticità del trattamento concordato con i lavoratori dell'azienda stessa. Occorre, insomma, stabilire una sorta di fair trade - ovvero di commercio equo e solidale - che tenga conto di fornire salari dignitosi ai dipendenti delle aziende e, non da ultimo, che tuteli il territorio. Tutto questo per favorire nei cittadini un comportamento virtuoso ed un consumo consapevole che facciano da argine alla diffusione della civiltà dei megastore, basata sull'unico parametro della massimizzazione dei profitti. In pratica, un segno distintivo che possa permettere ad ognuno di noi un sano boicottaggio nei confronti delle aziende che non rispettano il territorio ed i propri salariati.

Già, perché in fondo non è una questione di bollini e neppure di leggi (che si possono sempre aggirare, FoxTown docet). Non si tratta nemmeno di scegliere quale schieramento politico votare il prossimo aprile. Ogni cittadino dispone già sin d'ora di un grande potere: quello di operare delle scelte consapevoli. Parafrasando un noto film hollywoodiano, da un grande potere deriva una grande responsabilità, ovvero quella di decidere quali aziende premiare con i nostri acquisti e quali boicottare. La scelta, ad esempio, di dove fare la spesa o quella di frequentare o meno i mercati di paese, come quello che viene organizzato ogni sabato mattina a Mendrisio dall'Associazione Commercianti e Artigiani.

Infine, un ultimo espediente che ci resta nel nostro ruolo di cittadini - consumatori è la controinformazione. La Lex FoxTown, recentemente adottata dal Consiglio federale, ha stabilito che i clienti dell'outlet momò sono dei "turisti" a tutti gli effetti. Pur nutrendo seri dubbi su questa definizione capestro, l'unica arma in nostro possesso è proprio quella di trattarli come tali. Agli automobilisti che - specialmente la domenica - vi chiederanno come raggiungere il FoxTown, domandate cosa vogliono comprare e, successivamente, date loro le indicazioni per raggiungere un negozio o una bottega artigianale del Magnifico Borgo che vende il genere di articoli richiesto dal sedicente turista. E nel caso le vittime più gravi del turismo dello shopping compulsivo vi rispondessero che non sanno neppure loro cosa desiderano e si stanno recando all'outlet solo per "fare un giro", fornite loro tutte le indicazioni per trascorrere una domenica pomeriggio in uno dei numerosi musei del distretto o a spasso per la Valle di Muggio, eletta nel 2014 "Paesaggio svizzero dell'anno".

In fondo, se davvero sono turisti, consigliare loro di visitare la parte migliore del nostro territorio è quasi un dovere di ospitalità.

Andrea Stephani,Candidato al Gran Consiglio Numero 82, Lista 5 I Verdi del Ticino

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata