
Il prossimo trenta novembre ci recheremo alle urne per esprimere il nostro voto su diversi temi, oggi voglio soffermarmi proprio su quello relativo all'abolizione di forfait fiscali concessa da alcuni Cantoni, tra i quali figura anche il nostro, a stranieri benestanti che risiedono in Svizzera e che non esercitano alcuna attività lucrativa. I forfait attuali si basano sul loro tenore di vita e su quanto spendono per vivere nel nostro paese non tenendo conto della loro sostanza e del reddito da attività fuori paese. È importante ricordare come queste persone pagano già all'estero le loro imposte alla fonte e nel nostro paese non conseguono un reddito. Questa forma di imposizione porta alle casse dello Stato delle cifre considerevoli, ad esempio nel 2012 le persone soggette a questa imposizione hanno versato 695 milioni di franchi suddivisi in 192 alla Confederazione, 325 ai Cantoni e 178 ai Comuni.A mio avviso dovremmo impegnarci ancor di più per attirare questi contribuenti alla ricerca della tranquillità e non proporre iniziative che possano far fuggire anche quelli presenti. In un momento economico molto difficile per le finanze del Cantone e quelle di alcuni comuni del nostro territorio, tra i quali spicca Lugano, non possiamo permetterci di perdere queste onerose entrate finanziarie. Nel caso in cui questa iniziativa venisse accettata le conseguenze sarebbero tangibili, avremmo un netto calo delle entrate fiscali con ripercussioni a catena su Cantoni e Comuni e molte meno persone che spendono denaro nella nostra economia.La maggior parte di queste persone viene nel nostro paese perché apprezza quello che gli viene offerto, sicurezza, qualità di vita, prodotti e servizi e un territorio dove poter trascorrere liberamente la propria vita. Non cadiamo nel tranello di pensare a loro come "evasori fiscali" o altri aggettivi con cui vengono nominati da parte dei favorevoli all'iniziativa.
Andrea Sanvido, consigliere comunale a Lugano per la Lega dei Ticinesi
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