
Prendo atto dalla stampa e da qualche cartellone pubblicitario posato lungo i bordi delle strade che la città di Locarno ha emesso il concorso per l’assunzione di nuovi agenti da formare alla scuola cantonale di polizia la quale avrà inizio il prossimo anno e in particolare nel gennaio 2011. Bene. Questa è sicuramente una buona notizia. Per anni la città ha lasciato diminuire inesorabilmente il numero degli effettivi del corpo di polizia senza preoccuparsi delle conseguenze che questa decisione potesse avere; ora si cerca per lo meno di iniziare a porvi rimedio. In effetti una delle difficoltà principali per procedere con delle collaborazioni con le polizie dei paesi limitrofi risiede proprio negli effettivi del corpo di polizia della città. La lenta ma costante diminuzione del personale di polizia iniziata alla fine degli anni ’90, motivata per ragioni di contenimento della spesa pubblica, ha reso la polizia del polo poco interessante agli occhi di questi comuni e quindi poco propensi ad eventuali e concrete collaborazioni. Questi Comuni in effetti intravedono in una eventuale collaborazione con i servizi di polizia della città, il fatto che il polo fagociti per i propri compiti e per i propri interessi gli agenti dei corpi circostanti, lasciando incustodite le periferie. Paura di certo immotivata, ma pur sempre da rispettare e forse da analizzare meglio. L’assunzione di nuovi agenti o di agenti già attivi in altri Comuni non sarà così veloce da rendere attrattiva la città a breve termine. Non bisogna in effetti dimenticare che oltre ai tempi tecnici che occorrono per il reclutamento e la formazione di base di nuovi agenti (si pensi che il concorso attualmente aperto permetterà di scegliere dei candidati i quali inizieranno la scuola di polizia nel gennaio 2011 e quindi saranno operativi sul terreno non prima del giugno del 2012), occorre calcolare qualche anno di esperienza prima che un nuovo agente della polizia comunale completi la propria formazione presso il proprio Corpo di polizia. Si pensi per esempio al servizio di agente di Quartiere che per definizione impone all’agente un importante lasso di tempo per inserirsi a fondo nelle conoscenze del tessuto urbano. I buoi sono ormai non solo fuori dalla stalla, bensì se ne sono pure ben allontanati. E non basterà nemmeno l’importante investimento effettuato per l’acquisto di nuovi e fiammanti veicoli di polizia a rendere attrattivo un posto di lavoro dove la busta paga è ancora in fondo alla lista di tutti i Comuni ticinesi e dove le caratteristiche gerarchiche dell’organizzazione interna hanno un profumo squisitamente politico e non basato su effettive e provate capacità professionali. La notizia di qualche settimana fa che il Municipio di Muralto propone, con un Messaggio Municipale che passerà prossimamente in consiglio comunale, la costruzione di una nuova centrale di polizia che raggruppi poi i corpi di Muralto e Minusio, pur se tra le righe é stato detto che la nuova sede è anche concepita per un eventuale lavoro in accordo con la città, non può che dimostrare che i tempi per una fattiva e lungimirante collaborazione sono tutt’altro che maturi. La collaborazione tra le varie polizie comunali è naturalmente legata ai rapporti relazionali tra le Istituzioni. Ritenuto che ultimamente questi ultimi sono venuti a mancare, non sorprende rilevare la difficoltà a procedere nelle collaborazioni mirate sui singoli servizi; in primis i servizi di polizia. Le difficoltà per la polizia della città non risiedono purtroppo solamente negli effettivi, bensì anche altrove. L’assenza di una politica di sicurezza chiara nelle priorità e trasparente nella programmazione a medio e lungo termine, unita alla totale incapacità del Dicastero di elaborare degli obiettivi semplici e concreti da perseguire con rigore e tenacia, rendono l’attività del Corpo stesso difficile e non sempre razionale. La decisione di assumere nuovi agenti rimane in ogni modo importante
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