
Il mio impegno contro l’incostituzionale legge LIA, ho letto su Ticinonewes il 09.05.2018 e leggo sul Mattino 13.05.2018, ha attirato l’attenzione del deputato Leghista Casalini, al quale cortesemente rispondo. Caro collega artigiano, la LIA é stata modificata, verificata, riverificata e chi più ne ha più ne metta, ora anche il Governo con i suoi due Gran Consiglieri hanno finalmente deciso di affossarla, come peraltro sta scritto proprio sotto il suo articolo.
Ora nel merito del suo scritto, mi limito a delle precisazioni e ai fatti come d’abitudine, perché per dimostrare che la LIA, è un po’ come per Fantozzi il film La corazzata Potëmkin non serve altro, mentre per sostenerla nella migliore delle ipotesi si ripete quello che voleva fare, ma sempre più spesso bugie. Anche io come lei non sono iscritto e non sono mai stato iscritto a nessuna associazione di nessun tipo. Anche io assolutamente non ho nulla a che fare con l’UAE, la qui direttrice in tele auspica che la politica influenzi i giudici sulle sentenze LIA, e il presidente mette in piedi la commissione LIA totalmente finanziata dagli artigiani composta però in maggioranza da sindacalisti, é un po’ come se il WWF finanziasse i cacciatori per rappresentarlo.
Non ho mai affermato di rappresentare tutti gli artigiani, ma affermo che l’UAE ne rappresenta una piccola parte, io ho solo raccolto 4'602 firme che chiedono il rispetto della Costituzione Svizzera. Leggere che lei, parlamentare, snobba LIM, COMCO ecc. cioè l’ordinamento dello Stato, per garantire alla sua impresa lavoro, é preoccupante. Ma é la testimonianza migliore che inquadra la LIA descritta nella sentenza ...volto a favorire alcune aziende a discapito di altre... cioè l’escludere qualcuno per interessi personali, che siano italiani o svizzeri é indifferente.
Infatti la LIA ha fermato più ditte ticinesi che italiane, (non a caso i ricorsi sono tutti svizzeri). Non mi dilungo a rispondere a tutte le altre sciocchezze scritte a supporto della LIA, perché non ha portato fatti ma lecite opinioni. Mi occupo dell’unico fatto da lei riportato, Patti Chiari. Ebbene la trasmissione ha dimostrato proprio che la LIA non funziona e non serve a nulla, perché i casi descritti sono successi sotto regime LIA, come peraltro fatto notare al Commissario LIA da Mammone. Alla sua auspicata preferenze che il comitato NO-LIA basta burocrazia al posto di andare in piazza dovrebbe sedersi a un tavolo a proporre alternative.
Rispondo:
1. Il comitato NO-LIA basta burocrazia, ha già chiesto di sedersi a un tavolo con i gruppi parlamentari e attende risposta.
2. Il comitato NO-LIA basta burocrazia, non c’entra nulla con chi ha organizzato la manifestazione, ma condivide l’obbiettivo di abrogare la LIA.
3. Il comitato NO-LIA basta burocrazia, si é formato non per difendere gli interessi di qualcuno in particolare ma quello generale del rispetto della legalità, con un obiettivo ben preciso di far abrogare la LIA nell’interesse generale Ticinese e Svizzero.
4. Mi sono già seduto al tavolo della commissione petizione e ricorsi, con il mio tempo e i mie soldi, mentre lo stesso giorno con anche i sui soldi la direttrice della commissione LIA, o meglio del suo presunto e amato albo anti padroncini era a Varese a spiegare agli italiani con iscriversi.
Da tempo promuovo a mie spese la campagna di sensibilizzazione su reciprocità e responsabilità sosTIeni, presente anche a Espoprofesioni che ben conosce, perché sono convito che il paese non ha bisogno di più leggi. Il paese ha bisogno, di gente che le vuole rispettare e in primi i parlamentari. Parlamentari che invito a rispettare la Costituzione abrogando la LIA votata solo da loro, come hanno fatto con prima i nostri affossando quello però plebiscitato dal popolo.
Andrea Genola
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

