
Da una società che risolve il problema del razzismo togliendo i Moretti dagli scaffali, non puoi che aspettarti l’obbligo dell’impiego di mascherine inadeguate, indosssate scorrettamente e che per la maggior parte del tempo fanno da amaca a un sudicio mento. Mascherine non necessarie durante la pandemia, perché non sconfiggono la malattia. Ora invece indispensabili allo Stato per continuare diffondere la paura, la precarietà, la povertà e la conseguente necessità. Così per paura, sperperiamo i giorni della nostra esistenza rinunciando alle gioie della vita. Infatti rinunciamo al piacere dello stare insieme, rinunciamo alle emozioni che ci da la musica condivisa, rinunciamo alle sensazioni delle arti e a quelle dei viaggi. Ci imprigioniamo nelle nostre case rinunciando alle nostre libertà fondamentali, lasciando che lo Stato “d’emergenza” stupri lo Stato di diritto conquistato con vite umane.
Insomma rinunciamo a vivere una vita degna d’essere vissuta, nella speranza di non morire di Covid, dimenticando che per farlo dobbiamo sopravvivere al 99% di probabilità di morire per altri motivi.
Andrea Genola
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