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Andrea Genola - Il lavoro interinale il nuovo capro espiatorio
Andrea Genola - Il lavoro interinale il nuovo capro espiatorio
Andrea Genola - Il lavoro interinale il nuovo capro espiatorio
Redazione
8 anni fa

È assolutamente vero che una società che non necessita di lavoratori interinali è sicuramente una società migliore, più stabile ed economicamente bilanciata e sicura. Fermo restando che il precariato è una malattia infettiva per una società sana, va però detto che il lavoro interinale non può essere associato senza distinzioni al precariato. Sono invece gli abusi su queste forme di lavoro (come su tutte le altre) che vanno contrastate.

Purtroppo la faciloneria nel trovare “soluzioni” si occupa spesso delle conseguenze e non delle cause. Così invece di chiedersi come mai le aziende fanno capo sempre più spesso agli interinali, si spara nel mucchio senza pensare alle conseguenze, ben sapendo però che non ci toccheranno in prima persona. Magari avvicinarsi ai problemi con un'analisi approfondita che non cerca il sostegno delle proprie convinzioni ma la realtà, ci direbbe che le aziende serie ne farebbero volentieri a meno degli interinali, perché meno motivati e di conseguenza “affidabili” del personale fisso. Magari scopriremmo che sono proprio le condizioni poste dalla politica al mercato a costringere le aziende a rivolgersi agli interinali e solo per garantirsi la sopravvivenza. Magari capiremmo che le aziende hanno tutto l’interesse ad assumere (più dipendenti più reddito) e tenersi stretti i dipendenti di valore a lungo termine, non per filantropia ma per mero interesse, perché i dipendenti acquisiscono esperienza che va a vantaggio dell’azienda.

Quando un'azienda si rivolge all’interinale lo fa per diversi motivi che corrispondono quasi sempre a una situazione sfavorevole del mercato, pochi invece lo fanno per speculazione, che concordo va contrastata, ad esempio come nell’artigianato con i CCL che esistono e sono applicati anche agli interinali. Ora veniamo alla pensata di Chiasso, non dimenticando che l’80% delle attività artigianali ticinesi ha meno di 3 dipendenti e che queste attività sono regolamentate dai CCL. Ebbene con il nuovo regolamento potrebbe capitare che una piccola azienda di Chiasso con un solo interinale (perché l’azienda non è in grado di assicuragli la continuità del lavoro su tutto l’arco dell’anno) ticinese e assunto in piena regola, correttamente, si veda però negare una commissione in favore di una multi servizi, con molti interinali frontalieri (manco fossero la causa di ogni male), ma visto il grande numero del personale a disposizione sul posto invierà solo frontalieri regolarmente assunti, benvenuta impresa a tutti.

Andrea Genola

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