
Facciamo un gioco. Proviamo a immaginare Lugano tra 10 anni, nel 2025. Cosa vediamo? Vediamo il LAC, due campus universitari USI e SUPSI a Massagno e a Viganello, un Piano dei trasporti linea con una stazione ferroviaria collegata alla tratta veloce Milano-Zurigo, e poi? E poi basta perché oggi tante idee sono ancora nel cassetto, in attesa di essere realizzate (Campo Marzio, Aeroporto, Nuovo quartiere di Cornaredo, riposizionamento piazza finanziaria).
Partiamo dunque da quello che abbiamo per certo che, in tempi di crisi, non è comunque poco. A cominciare dalla stazione dei treni veloci, quegli stessi treni che nel 2025 accorceranno le distanze tra Milano e Zurigo.
Perché da lì? Semplice. Perché è da lì che possiamo cominciare a immaginare la Lugano che vogliamo. Ritrovandosi, grazie ad AlpTransit, più vicina a Zurigo e a Milano, due macro regioni socio-economiche enormi, due mondi storicamente e culturalmente diversi, Lugano, se ci pensate bene, potrà avere l’occasione di acquisire una nuova ragione d’essere. Quale? Quella di una vera Città internazionale, dove cultura germanofona e latina (artistica, accademica, aziendale), s’incontrano e si scontrano, contaminandosi a vicenda. Si pensi al LAC, al suo potenziale intreccio di proposte culturali. S’immaginino le potenzialità accademiche e di ricerca in ambito sanitario, economico e informatico e le loro ramificazioni aziendali. Si pensi al turismo e a tutti quelli che scelgono Lugano quale città ideale per abitare, con il lungo lago pedonalizzato e un centro storico a misura di pedone.
Le chances ci sono. Apriamo gli occhi e sfruttiamole. Il futuro della nostra Città non è un gioco. Inizia oggi.
Andrea Bertagni, candidato PLR al Gran Consiglio
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