Cerca e trova immobili
Ospiti
Anche una piccola realtà ha il diritto di guardare in alto
Redazione
17 anni fa
Luigi Pedrazzini

Care cittadine e cari cittadini, quando il sindaco Carlo Croci mi ha chiesto di tenere a Mendrisio il discorso ufficiale del 1° agosto, ho immediatamente accettato. Qui infatti, nell’ormai lontano 1985, parlai per la prima volta in occasione della Festa nazionale. A dire il vero non ricordo cosa dissi allora, né ho trovato nel mio archivio traccia scritta di quell’allocuzione. Ricordo però assai bene che il vostro Comune era a tutti gli effetti ancora un vero e proprio borgo, ancorché detto “il magnifico Borgo” ! Nessuno poteva immaginare in quel momento lo sviluppo straordinario che la vostra comunità avrebbe conosciuto negli anni successivi, fino a diventare, dal profilo demografico, la quarta città del Cantone, ma soprattutto il secondo centro del Ticino dopo Lugano dal punto di vista delle dinamiche economiche e occupazionali, condividendo pure con la prima il privilegio di essere sede di una struttura universitaria, la prestigiosa Accademia di architettura.

Pensando a questa metamorfosi, a questo profondo e positivo mutamento, credo si possa dire che la storia recente di Mendrisio rientri, nel segno della concretezza, in modo pieno ed esemplare nel contesto della realtà svizzera, cioè nel quadro di riferimento culturale, civile e istituzionale che il nostro Paese ha saputo far proprio nel corso dei secoli. In effetti, questa vostra comunità, guidata con lungimiranza, ha saputo cogliere e mettere a buon frutto gli indubbi vantaggi che le sono derivati dall’essere inserita in uno Stato federalista, che proprio per questa sua stessa natura essenziale ed esiziale, è attento a valorizzare e rispettare, quando esistono e vengono espresse con tenacia, le energie locali, regionali e cantonali.

Da questo punto di vista, non è fuori luogo ricordare, prima di entrare nel merito delle mie considerazioni, che la scelta inequivocabile di appartenere alla Svizzera fu fatta da questa Regione esattamente 211 anni fa, quando (terminata ormai la sudditanza dei Baliaggi) il 6 giugno 1798 si tenne nel Mendrisiotto una votazione consultiva per sapere se la popolazione preferisse aderire alla Repubblica Elvetica oppure alla Repubblica Cisalpina. Il risultato, per altro non del tutto scontato, fu chiarissimo a favore della Repubblica Elvetica, e non possiamo oggi escludere (almeno così è anche bello immaginare) che quella chiara volontà possa poi aver esercitato qualche influenza nella definizione dell’Atto di mediazione sancito da Napoleone appena cinque anni più tardi, e che permise al Ticino intero di entrare con pari dignità con gli altri Cantoni nella Confederazione Svizzera.

E forse i “momò”, addirittura, seppero influenzare direttamente in tal senso il pensiero del generale francese ancor prima, quando il 18 giugno del 1797 egli si presentò all’improvviso a Mendrisio, scortato soltanto da 44 dragoni, e venne accolto con entusiasmo, ma anche con qualche giustificato timore per la sorte della libertà della comunità locale. Le cronache dicono che il futuro imperatore si comportò in modo simpatico e pacifico, certamente contagiato dal vostro carattere gioviale e dal vostro elevato senso dell’ospitalità. Napoleone, prima di tornarsene a Milano, si spinse fino a Capolago per vedere il lago e conoscere meglio il territorio. Chissà: magari durante quella gita aveva intuito, con due secoli di anticipo, che il confine politico del vostro Comune si sarebbe ulteriormente esteso sin là, forse voleva indicarvi la strada… Pochi anni dopo, le autorità comunali mendrisiensi ebbero modo di dimostrare con i fatti che la loro visione d’appartenenza alla Svizzera s’accompagnava con una forte visione d’un Ticino unito e solidale. Lo fecero allorquando, nel 1814, fornirono una risposta cortese ma decisa al Municipio di Lugano che chiedeva di fare della città del Ceresio la capitale stabile del Cantone. Il Cantone Ticino - lo ricordo - era nato da pochi anni, ed era allora in vigore il sistema, invero poco logico e funzionale, della rotazione del capoluogo cantonale, a ritmo sessennale, tra le città di Bellinzona, Locarno e Lugano. Su

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata