
Il partito del consigliere federale Rösti (già presidente di Swissoil, l’associazione nazionale dei commercianti di carburanti) vuole convincerci, a suon di pubblicità milionarie, che è da retrogradi investire nelle energie rinnovabili (creando posti di lavoro in Svizzera), ma che per la Svizzera è meglio continuare a spendere 10 miliardi all’estero ogni anno per importare petrolio e gas.
Eppure la guerra in Ucraina dovrebbe averci fatto capire che non è ragionevole dipendere dall’estero (oltretutto da stati autoritari, come lo sono in genere quelli che ci vendono petrolio e gas): la dipendenza da petrolio, gas e carbone è il maggior fattore di incertezza per il nostro approvvigionamento energetico.
Al contrario, le energie rinnovabili rappresentano il presente e il futuro: nessuno può spegnere il sole, mentre è facile chiudere i rubinetti del gas, e portare i prezzi alle stelle: allora sì che non potremo più scaldarci!
La Svizzera, che non aveva carbone, è stata lungimirante a elettrificare i treni, e investire nell’idroelettrico: oggi si tratta, con la stessa lungimiranza, di “lasciare i soldi in Svizzera”, investendo nell’efficienza energetica e nella produzione di energia rinnovabile.
Votiamo dunque SÌ per la protezione del clima, l’innovazione e la sicurezza energetica.
Maddalena Ermotti-Lepori, granconsigliera del Centro

