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Amos Toscano - Il finanziamento delle Parrocchie un dovere morale!
Amos Toscano - Il finanziamento delle Parrocchie un dovere morale!
Amos Toscano - Il finanziamento delle Parrocchie un dovere morale!
Redazione
10 anni fa

Dopo la recente decisione del nostro Comune di ridurre il versamento delle congrue alle sette Parrocchie del comprensorio, in diverse occasioni ho avuto modo di discuterne con amici e conoscenti; considerando che la materia in questione è fortemente sconosciuta, mi sono state richieste informazioni e spiegazioni sul sistema di finanziamento di queste ultime.

Vista l’occasione ho ritenuto opportuno raccogliere in questo articolo alcune informazioni sulle norme in vigore e proporre una piccola analisi globale, non solo per l’uso degli addetti ai lavori, ma al fine di contribuire a formare una nuova coscienza morale rivolta soprattutto alle nuove generazioni, relativa al dovere per ogni credente o meno, di partecipare al sostentamento delle opere religiose e della vita pastorale esistente nei nostri paesi.

La vita della Chiesa ha sia bisogno della dedizione dei pastori, della scienza e dei teologi, sia del contributo di tutti i cristiani e delle persone di buona volontà, per poter conservare il patrimonio d’arte, di cultura, per mantenere vivi i valori morali che ci sono stati tramandati e non da ultimo poter affrontare le difficoltà dei nostri comuni, sempre più sollecitati da Cantone e Confederazione, nell’assistenza delle persone nelle diverse tappe della loro esistenza, contribuendo alla costruzione di un mondo più giusto, libero e democratico a favore della vita e della pace.

Ai giorni nostri le Parrocchie che dispongono di mezzi propri sufficienti sono ormai poche; essi derivano dal provento di beni immobili, di piccoli legati istituiti nel tempo o di offerte volontarie.

L’imposta Parrocchiale è disciplinata da un rispettivo Decreto legislativo ed ha incidenze diverse rispetto a quanto avviene in altre Diocesi svizzere, dove sono vincolate sia le persone giuridiche che quelle fisiche; al mancato pagamento consegue l’esclusione dai servizi pastorali e del ministero della Chiesa. Invece alle nostre latitudini il singolo parrocchiano iscritto nel catalogo può chiederne lo stralcio; questa azione e il mancato pagamento dell’imposta non comportano l’esclusione dai servizi ecclesiastici, pastorali e di ministero; purtroppo tale impostazione riduce di fatto le entrate, anche quelle a carattere volontario. Si tratta quindi di una soluzione in generale poco efficace.

Il contributo comunale alle Parrocchie è invece collegato a una lunga e preziosa tradizione, mantenendo interamente una sua particolare valenza e un suo preciso significato. Alla richiesta di una sua riduzione occorre rispondere con forza, perché costituisce un grave danno per le nostre comunità. Va quindi richiamato agli enti pubblici, alle comunità e agli amministratori parrocchiali l’impegno di salvaguardare questi contributi comunali, sia per una questione di principio, sia in considerazione del ruolo, della funzione e del significato che hanno le comunità parrocchiali nel nostro contesto sociale e culturale. Il citato contributo infatti è un riconoscimento del servizio culturale, sociale ed educativo che la Parrocchia svolge all’interno della comunità, del contributo al mantenimento dell’identità in particolare nei casi di fusione, del significato storico di questi fondi, legati nella maggior parte dei casi a una lunga tradizione e sovente a specifiche convenzioni.

Alcuni cittadini di fronte a un contributo comunale a favore della Parrocchia lamentano di essere “obbligati” a contribuire alle attività materiali e spirituali di una comunità religiosa che non condividono e non frequentano. Precisando il fatto che la decisione di questo contributo è presa o sulla base di un’apposita convenzione o seguendo la tradizione, ovvero da un organo legittimamente costituito come il Consiglio comunale in sede di preventivo, si osserva che tale obiezione potrebbe allora estendersi anche ad altri contributi pubblici elargiti a gruppi o associazioni di cui si sostengono, totalmente o parzialmente, i costi per le rispettive attività. Inoltre il discorso si pone anche ad un altro livello, ovvero nel ritenere che un tale sussidio sia giustificato per il bene di una comunità nella sua globalità. La non condivisione di un singolo o di pochi nei confronti di un’associazione, non deve assolutamente portare alla sua penalizzazione, se una rilevante maggioranza di cittadini ne ritiene validi le attività, gli scopi e le finalità. Non va nemmeno dimenticato che le Parrocchie assicurano a tutti prestazioni e servizi richiesti, senza esigere contropartite finanziarie.

Associazioni, Patriziati e Parrocchie costituiscono l’anima del Comune e contribuiscono a mantenere l’identità delle frazioni in cui viviamo; tagli come quelli proposti dalla maggioranza nel preventivo 2016 intaccano tale principio e minacciano l’essenza stessa del nostro essere comunità.La mia umile conclusione è quella che se nel nostro piccolo cominciamo a scalfire queste basi, si preclude il futuro di questi enti. Per questo bisogna difendere questi principi tramandati nel tempo, ben cosciente che al giorno d’oggi occorre adattarsi alle situazioni finanziarie; qui il buon senso ci dovrebbe invitare ad un vitale dialogo per trovare i giusti compromessi.

Il mio umile intento si prefigge di sensibilizzare e informare la popolazione come cittadino che in un prossimo futuro potrebbe far parte del nuovo Esecutivo che si formerà a breve per i prossimi quattro anni, con l’obiettivo di rafforzare il vero, giusto e sereno spirito di collaborazione e di collegialità, capace di mantenere vive le tradizioni e i beni comuni.

Amos ToscanoComune di MaggiaLista n° 5 - Candidato al Municipio e al Consiglio Comunale nr. 26

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