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Amanda Rückert - I cittadini sì, l'amministrazione cantonale no?
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Amanda Rückert - I cittadini sì, l'amministrazione cantonale no?
Redazione
11 anni fa

Interrogazione – Tagli e tasse per i cittadini, ma nessuna razionalizzazione delle risorse all’interno dell’amministrazione cantonale?

Onorevole signor Presidente,

Onorevoli Consiglieri di Stato,

Il Governo risparmia sulle matite, aumenta le tasse, ma non mette mano al proprio interno? La necessità di risanare le finanze cantonali è – almeno a parole – un obiettivo del Governo e una priorità assoluta dell’intera classe politica. L’obiettivo comune non è semplice da raggiungere. Numerose sono le ricette delle forze politiche e degli enti coinvolti, talvolta anche in contrapposizione l’una con l’altra. In qualche modo, comunque, vi è convergenza sul fatto che parte del risanamento finanziario debba passare anche da un’ottimizzazione dell’efficienza dell’amministrazione cantonale e da una razionalizzazione delle risorse a disposizione.

Il caso che si vuole sollevare con la presente interrogazione è uno di quelli che, con un po’ di polso e di volontà politica, potrebbe contribuire a ridurre i costi dello Stato, poiché il contenimento della spesa pubblica passa anche da piccoli interventi: tanti piccoli interventi fanno un grande intervento.

Tra i molti uffici cantonali ce n’è uno che si chiama Servizio dell’abitazione ed è attribuito al Dipartimento della sanità e della socialità. Ad esso compete il controllo del rispetto delle condizioni e del mantenimento della destinazione per le diverse azioni di sussidiamento di abitazioni primarie combinate con la Confederazione e l'erogazione dei sussidi cantonali ricorrenti per abitazioni locative e in proprietà.

Le informazioni che risultano dal Rendiconto del Consiglio di Stato del 2014, recentemente pubblicato, in merito al citato servizio forniscono spunto per alcune riflessioni. A pag. 123 figurano infatti i seguenti dati:

“La promozione dell’alloggio da parte delle Confederazione e del Cantone in base alla Legge federale che promuove la costruzione di abitazioni e l’accesso alla loro proprietà del 4 ottobre 1974 ed alla Legge sull’abitazione del 22 ottobre 1985 è terminata il 31 dicembre 2001.

Il versamento degli aiuti ricorrenti per gli impegni assunti e tuttora operanti è ammontato, nel 2014, a 14.4 milioni di franchi (10.4 milioni a carico della Confederazione e 4.0 milioni a carico del Cantone).

Le unità abitative del parco alloggi sussidiato a livello federale e/o cantonale che nel corso del 2014 hanno percepito un sussidio ricorrente, al 31 dicembre 2014 ammontavano a 5860 unità. Questo effettivo era composto di 4097 alloggi in locazione e 1763 alloggi in proprietà; le abitazioni con (solo o anche) sussidio cantonale, sempre al 31.12.2014, erano 1827 (538 abitazioni in proprietà e 1289 abitazioni affittate).

La legge federale sulla promozione dell’alloggio del 21 marzo 2003 è sempre limitata agli aiuti indiretti.”

La promozione per l’acquisto e la costruzione di abitazioni previste dalla relativa Legge federale, è terminata il 31.12.2011, pertanto il Servizio in questione è chiamato a gestire i sussidi correnti fino al raggiungimento delle relative scadenze.

Di rendiconti del Consiglio di Stato degli anni precedenti, si possono invece estrapolare i seguenti dati:

Nel 2012 l’ammontare degli aiuti correnti versati ammontava a 17,5 mio: 11,0 a carico della Confederazione e 6.5 a carico del Cantone, per un totale di 6978 unità abitative.

Nel 2013 l’ammontare degli aiuti correnti versati ammontava a 16.5 mio: 10.6 a carico della Confederazione e 5.9 a carico del Cantone, per un totale di 6618 (- 360 rispetto al 2012) unità abitative

Nel 2014 l’ammontare degli aiuti correnti versati ammontava a 14, 4 mio: 10.4 a carico della Confederazione e 4,0 a carico del Cantone, per un totale di 5860 (- 758 rispetto al 2013) unità abitative.

Ogni anno si è dunque registrato un progressivo calo strutturale dell’ammontare dei sussidi da gestire e, di conseguenza, delle unità abitative. Conseguentemente parrebbe che negli ultimi anni anche il carico di lavoro del Servizio dell’abitazione sia notevolmente diminuito; il personale attribuitovi è però rimasto invariato negli anni (se si eccettua il prepensionamento del capo servizio, che non è stato sostituito) e corrisponde a due persone impiegate al 100% e una segretaria al 50%.

Dette queste premesse, si chiede al Lodevole Consiglio di Stato:

Come mai, nonostante la diminuzione costante del numero delle unità abitative da gestire, il personale impiegato presso il Servizio dell’abitazione è rimasto invariato?

È stato proposto lo spostamento dei funzionari presso altri uffici dell’amministrazione? Se sì quali le reazioni?

Più in generale: non sarebbe opportuno favorire la mobilità interna del personale e utilizzare parte delle risorse in esubero in uffici che - per contro - registrano un aumento del carico lavorativo?

Come occupano i funzionari in questione il tempo lavorativo che si è liberato a seguito della diminuzione della casistica?

Con ossequio

Amanda Rückert, deputata Lega dei Ticinesi

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