
Quale cittadina di Bellinzona ho ascoltato con curiosità le recenti prese di posizione del mio sindaco contro il raddoppio del Gottardo, e non mi hanno convinta. Non penso, infatti, che gli effetti dell’aumento del traffico (ipotetici, visto che la Costituzione vieta l’aumento di capacità e lo stesso è stato più volte respinto dal popolo) debbano prevalere su quelli (reali) del completo isolamento stradale in caso di chiusura del tunnel per il risanamento.
Bellinzona, e con essa i comuni della regione, è nata e si è sviluppata perché si trova sull’asse di transito del San Gottardo. Da Bellinzona si passa, e l’intento di tutti è portare la gente a fermarsi. La Città e tutto il comprensorio si stanno muovendo per permettere l’insediamento di nuove strutture attraverso scelte pianificatorie, l’IRB e il recente ricorso per il comparto di Via Tatti ne sono un esempio, e sviluppando infrastrutture all’avanguardia (per esempio la fibra ottica) e i servizi. Vi è un fermento edilizio che attesta l’interesse a vivere nella regione. Bellinzona ha anche un’importante vocazione turistica in cui il Municipio sta investendo: insieme all’Organizzazione Turistica Regionale e all’Ente Regionale di Sviluppo ha commissionato un importante studio per la valorizzazione dei Castelli. Dal risultato di questa prima analisi, condiviso dal Municipio e dagli altri enti coinvolti, è emerso che dagli attuali 46'000 visitatori all’anno potremmo passare a 300'000 con i dovuti investimenti nelle strutture; un investimento di 6.5 mio (questo lo scenario illustrato dal Municipio nel messaggio sul rifacimento del museo archeologico di Montebello) che porterebbe a qualificare notevolmente la nostra città nel panorama turistico non solo svizzero. Bellinzona è, dunque, una città che vuole crescere e svilupparsi guardando a sud e soprattutto a nord, dove c’è il maggiore potenziale.
Eppure c’è chi è in prima linea a difendere questi progetti e poi si dice pronto ad accettare un quasi totale blocco, anche del transito privato, pur di non costruire un secondo tubo che solo in teoria potrebbe portare a un aumento del traffico, l’utilizzo delle quattro corsie è, infatti, vietato dalla Costituzione. Ben venga AlpTransit che accorcerà i tempi di percorrenza con la svizzera interna, ma non credo che tutti i turisti svizzero tedeschi che visitano il nostro patrimonio Unesco (oggi rappresentano il 32% dei visitatori) saranno pronti a muoversi senz’auto. E probabilmente altre entità (privati o aziende) aspetteranno a insediarsi se hanno davanti l’incognita di un transito alpino su gomma (non mi risulta che il passaggio alla rotaia sarà cosa tanto facile e immediata quando si aprirà la Galleria di base del Gottardo l’anno prossimo).
La nuova Bellinzona che nascerà con l’attuazione dell’aggregazione e grazie all’apertura di AlpTransit è una grande opportunità per la nostra regione, gli attori privati e buona parte della politica l’hanno capito. La chiusura della galleria del Gottardo per il suo risanamento inevitabilmente andrebbe in un’altra direzione. Vogliamo limitare gli effetti di anni di lavoro e d’investimenti per un timore del tutto ipotetico? Io no. La politica deve essere lungimirante, non è sufficiente una legislatura all’insegna della doppia A (aggregazione e AlpTransit) per affermare che si guarda al futuro.
Alice Croce-Mattei, Consigliera Comunale PPD a Bellinzona
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