
Tredici storie, una città: la nostra! Questo è lo slogan che ho scelto per dire come concepisco l’aggregazione. Si tratta infatti dell’occasione di unire le forze (diverse e specifiche) degli attuali comuni per creare insieme qualcosa di nuovo. Nell’interesse di tutti ma salvaguardando i valori (le storie, appunto) di ogni realtà locale. Questo obiettivo può essere raggiunto solo se si definiscono da subito le priorità.
Per me i punti saldi della sfida che attende il nuovo Municipio sono quattro. Innanzitutto l’amministrazione deve essere efficiente, basata sulle competenze e ben organizzata, e non fondata soltanto su teorie e speculazioni di potere. Pur riconoscendo l’enorme lavoro preparatorio svolto in questi mesi, esso non andrà accettato ad occhi chiusi. Occorrerà conoscere e capire ogni scelta fatta, così da poterla sostenere con convinzione, oppure trovare una soluzione diversa, migliore. Costruire un’organizzazione amministrativa solida è fondamentale per il funzionamento della Città ma anche per non sprecare inutilmente risorse. Seconda priorità: la distribuzione delle risorse finanziarie. Dovrà essere concretamente garantito il futuro alle realtà presenti oggi sul territorio, che vivono anche grazie ai contributi e alle strutture dei Comuni: potranno così svolgere le loro attività nella certezza che non si vedranno privati del sostegno di cui godono oggi. Terzo aspetto fondamentale sono i servizi: di qualità e di prossimità. Sarà fondamentale per questo il dialogo con i cittadini. Da ultimo occorre definire una chiara agenda politica per l’intera legislatura, che tenga conto degli importanti progetti da realizzare ma anche dei piccoli e grandi investimenti già in cantiere o pronti a partire negli attuali comuni (e non solo in città!).
Sin qui il dibattito è stato quasi inesistente. Eppure l’appuntamento elettorale che ci attende è di quelli storici. Un nuovo Comune sta per nascere, grande e potenzialmente forte. La posta in gioco è ben più alta di una riorganizzazione o di un esercizio di equilibri (o, peggio, di una concertata spartizione di ruoli e poteri). Si tratta di progettare e costruire il futuro di un’intera regione. Il nuovo esecutivo dovrà lavorare di squadra ed essere collegiale, ma con un sano dibattito politico tra le diverse forze: collegialità non vuol dire reciproca accondiscendenza. Io sono pronta a lavorare seriamente affinché si possa costruire la città di tutti, per l’interesse e il bene di chi ci abita, ci lavora, la vive e la fa vivere. Per questo mi impegno a portare le mie idee condividendole con gli altri e cercando soluzioni concordate. È quello che ho cercato di fare in questi nove anni in Consiglio Comunale.
Alice Croce-MatteiCandidata al Municipio e al Consiglio Comunale di Bellinzona
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