
Non è la prima volta che ci si trova ad assumere delle posizioni critiche rispetto al nostro Ente Radiotelevisivo. In parecchie occasioni il nostro partito ha dovuto intervenire presso l’ombudsman per segnalare trattamenti poco rispettosi, per spazio e visibilità negata, a causa di palesi favoritismi per altre forze politiche rispetto alla nostra. Spesso ci siamo trovati in solidale accordo con altri partiti di un certo spessore (come i PPD o i Verdi, ad esempio) che avanzavano le stesse identiche lamentele (a comprova del fatto che il nostro non è un esclusivo grido di parte, ma una lotta per la correttezza dell’informazione). In sostanza, però, non è mai cambiato nulla e disperiamo ormai che ci possa essere una speranza nel prossimo futuro di vedere che giustizia venga fatta. Inutile recriminare sul fatto che si sia scelto per mesi di parlare solo ed esclusivamente dell’antagonismo tra Giudici e Borradori a Lugano, tralasciando ogni e qualsivoglia tema concreto e dimenticando in maniera quasi assoluta di parlare anche di Mendrisio o men che meno delle terre di Pedemonte. Si tratta di scelte redazionali che non condividiamo, ma che non possiamo in fondo impugnare. Quando però l’informazione diventa volutamente disinformazione, quando le notizie sono talmente incomplete da diventare tendenziose, allora sì che il nostro grido non può sempre venir soffocato, altrimenti si arrischia di rimanere come delle galline strozzate senza fiato. E ciò non ci piace: sfido chiunque a provarmi il contrario. Il succo: domenica c’è stata una diretta radiofonica non stop di oltre 5 ore, durante la quale non si è nemmeno una sola volta annunciato il risultato di una sola delle compagini al di fuori dello schieramento classico Lega, PLR, PPD, PS. Non si è fatto un accenno, non un nome, non una percentuale, non una proiezione non una citazione della UDC o di altre formazioni minori. Per Mendrisio si è parlato di un successo della Lega, di un’entrata della Lega in Municipio volutamente dimenticando per oltre 5 ore che quella Lista era una lista Lega UDC Indipendenti. Che lo si voglia o meno così è! Seppur il nostro contributo possa essere stato insignificante: la Lista rimaneva una Lista con tale denominazione e con tale accezione. Solo commentando il risultato delle Terre di Pedemonte, la sigla UDC è finalmente apparsa: ma era troppo poco nel contesto. Qualcuno penserà forse che ci si aggrappa a dei semplici formalismi o a delle semplici questioni di principio, ma provate ad andare a dirlo voi a tutti quei giovani sulla nostra lista che si sono dannati l’anima letteralmente per fare bella figura, per documentarsi per incontrare gente…chi si prenderà carico di urlare la loro giustificata rabbia o di consolare la loro delusione? Come faremo a convincerli che il disservizio del nostro Ente non ha dato voce al loro coraggio? Ma queste questioni non sfiorano neppur lontanamente i “prezzolati” cronisti del nostro Ente, per molti di loro la Svizzera finisce a Lugano dopo avervi fatto tappa in provenienza dalla vicina penisola, visto che di Ticinesi all’altezza difficilmente se ne possono trovare: vero vertici RSI? Alfredo Soldati, membro della Direttiva UDC sezione Ticino
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