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Alex Farinelli - Un quadriennio, tre obiettivi
Redazione
11 anni fa

Esaurita la sbornia elettorale finalmente la politica può ritornare a lavorare. Dopo mesi in cui si è discusso di progetti, idee e intenti ora bisogna rimboccarsi le maniche. Sì perché la campagna elettorale è finita, ma i problemi restano. Il Governo, con l'appoggio del Parlamento, dovrà mettersi subito al lavoro, definire le priorità e presentare le sue intenzioni per il prossimo quadriennio. Vi è da sperare che non ci si limiti alle solite linee direttive, che invero hanno più l'aspetto di una lista dei desideri: ma finalmente si sappia avere il coraggio di presentare tre obiettivi, chiari e misurabili, per la legislatura entrante.

Facciamo un esempio, giusto per esser un po' concreti. Primo, risanamento delle finanze. La spesa del cantone dovrà essere ridotta per tornare, in 4 anni, al livello del 2011 con un tetto massimo di 3 miliardi di franchi. La riduzione deve essere fatta aumentando l'efficienza della macchina statale e andando a verificare tutti i contributi e sussidi erogati ogni anno dal Cantone (oltre 1,5 miliardi!). Secondo, varo di un piano straordinario d’investimenti supplementari di 200 milioni l'anno. Grazie al margine di manovra creato dalla riduzione della spesa corrente si può attuare un piano per il rilancio economico del Ticino. La realizzazione della rete in fibra ottica in tutto il cantone, la creazione delle infrastrutture per la mobilità dolce, o il risanamento energetico degli stabili, sono solo alcune possibilità di quanto si potrebbe fare. Terzo, agire in maniera coordinata sul mercato del lavoro. Ognuno dei cinque dipartimenti può mettere in atto delle politiche in favore del lavoro. Dalla formazione e orientamento professionale, dii controlli sul mercato del lavoro alla lotta agli abusi in materia di notifiche e falsi indipendenti, anche qui con dei chiari obiettivi numerici da raggiungere. In sintesi che il Governo abbia il coraggio di dirci cosa intende fare nel prossimo quadriennio. Evitando il politichese però, perché di quello non se ne sente proprio la necessità.

Alex Farinelli, gran consigliere PLR

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