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Alex Farinelli: 'Tanto fumo e poco carbone'
Redazione
16 anni fa

Il Gran Consiglio ha deciso: AET investirà nella centrale a carbone di Lünen. In condizioni normali il confronto si sarebbe arrestato qui! Le commissioni hanno fatto il loro lavoro e il parlamento, dopo un lungo e animato dibattito, ha preso la sua decisione. Non essendo questo tipo di decisione soggetta a referendum la logica avrebbe voluto che gli oppositori, in buon ordine e rispettando le decisioni democraticamente prese, si ritirassero. Purtroppo ad alcune persone le regole del gioco, che sono la costituzione e le leggi, stanno strette. Quando sono a loro gradite – ad esempio con limitazioni alla velocità in autostrada per combattere le polveri sottili – vanno applicate con piglio e rigore degni dei Pasdaran, quando invece le reputano inadeguate – come ne caso dell’investimento di AET nel carbone – tutto è lecito pur di raggiungere lo scopo, e allora via a raccogliere le firme. L’idea non è nuova, l’abbiamo già vista concretizzarsi quando il Gran Consiglio votò il credito per la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti. Come dimenticare l’iniziativa, anche in quell’occasione lanciata dai verdi, “28 inceneritori bastano”. Un metodo poco elegante e che in quella circostanza fu ritenuto parzialmente illegale, per tentare di sovvertire, con modalità decisamente creative, una decisione parlamentare. Il destino dell’iniziativa lo conosciamo tutti: il punto principale venne ritenuto non ricevibile, e il popolo si espresse su due punti marginali. Le cittadine e i cittadini ticinesi furono fuorviati al momento della raccolta delle firme e soprattutto al momento della votazione cullati dall’illusione di poter decidere e rassicurati dalla non ammissione da parte di Savoia e compagni, che si stava chiedendo al popolo di esprimersi su qualcosa che non gli competeva. Spesso infatti si confonde la democrazia diretta con il diritto di esprimersi su tutto e in qualsiasi momento. Beh non è così! Per fortuna ci sono dei limiti anche ai diritti popolari, in caso contrario vivremmo in un perenne stato di incertezza e instabilità. Oggi, a qualche anno di distanza, si ripresentano delle condizioni paragonabili: i verdi lanciano un’iniziativa popolare per far uscire dalla finestra ciò che, legalmente, è entrato dalla porta Insomma pare che i fumi della centrale di Lünen, che non è ancora in esercizio, abbiano già annebbiato l’oggettività e la lucidità di tante persone. Alex Farinelli, Segretario PLR

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