
I frontalieri creano malumore, si sa! Dal 2010 ad oggi, in poco più di quattro anni, sono passati da 40’000 a 63’000 con una crescita del 50%: un fenomeno di proporzioni importanti per la nostra piccola regione.
Le cause sono banalmente due: la crisi perdurante in Italia e il fatto che in Ticino qualcuno li assume.
Di una parte di questi lavoratori ne abbiamo bisogno ma è altrettanto innegabile che il problema sussiste, e che anche gli esponenti liberali radicali ne hanno sottovalutato la portata. Sta di fatto che nonostante il voto del 9 febbraio, che chiede la reintroduzione dei contingenti per gli stranieri, tutti si stanno prodigando a cercare delle soluzioni che possano dare un minimo di benefici nel breve termine.
Le associazioni economiche hanno affrontato il tema dei padroncini. La politica cantonale si è sbizzarrita con decine di proposte di ogni genere. E anche i comuni, così come alcuni privati, hanno cercato delle soluzioni.
Una di queste, balzata alle cronache, è stata l’introduzione di un logo che certifica l’assunzione di personale locale. L’iniziativa è del comune di Claro che in questo modo cerca di informare i cittadini su quale sia la situazione occupazionale di aziende e negozi. Non un giudizio di valore ma un semplice parametro. Il cittadino-consumatore fa la sua scelta, consapevolmente.
Occuparsi della situazione del mercato del lavoro è un compito che riguarda tutti, e farlo informando non deve essere visto in maniera negativa. Ha fatto bene quindi l’ente pubblico ad assumersi la responsabilità di fare quanto poteva, cercando di dare un contributo in una tematica che deve essere definita quantomeno problematica.
Alcuni hanno gridato allo scandalo: l’ennesima trovata razzista antifrontaliere. Sbagliato. E smettiamola con questa storia, sollevata di tanto in tanto, dell’essere razzisti e intolleranti: qui non stiamo parlando di andare contro i frontalieri ma semplicemente di cercare di aiutare i residenti. In una parola di tornare a un sano buonsenso.
Alex Farinelli, Candidato PLR al Consiglio di Stato
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