
Il caso appena emerso del capoufficio dell'ispettorato fiscale, che pare abbia favorito un imprenditore, è grave. Sono almeno tre i motivi che mi portano a questa conclusione. Primo, si tratta di un funzionario pubblico, e quindi di una persona che rappresenta lo Stato di fronte ai cittadini. Secondo, si tratta di un Capoufficio, e quindi di qualcuno con delle responsabilità accresciute che anzi dovrebbe vigilare sulla correttezza delle procedure e di quanto viene fatto nel suo settore. Terzo, è parte delle contribuzioni, una delle attività del Cantone dove è necessario mantenere uno strettissimo rapporto di fiducia tra lo Stato e i suoi Cittadini. Questa è una delle classiche situazioni che non vorremmo mai vedere, ma che però, purtroppo, succedono. Se da un lato sono deluso, e amareggiato, da quanto avvenuto, dall'altro sono comunque fiducioso nelle istituzioni. Sì perché il sistema ha dimostrato di saper reagire. La magistratura ha individuato il problema e ha compiuto il suo dovere aprendo l'inchiesta penale. Ma anche il Governo ha reagito, rapidamente e di conseguenza, aprendo un'inchiesta amministrativa e sospendendo la persona in questione. Adesso bisognerà capire esattamente cosa è successo e poi agire di conseguenza per fare in modo che episodi di questo tipo si ripetano. Possibilmente evitando di iperburocratizzare ogni settore dell'amministrazione e senza innescare una caccia alle streghe. Sì perché non bisogna mai dimenticarsi che una mela marcia non rappresenta la nostra amministrazione, dove la stragrande maggioranza dei funzionari svolge diligentemente, e con onestà, il proprio compito. E questo è bene che lo si tenga sempre presente.
Alex Farinelli, capogruppo PLR in Gran consiglio
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