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Alex Farinelli - Aperture dei negozi: esempio di immobilismo politico
Redazione
11 anni fa

Aperture dei negozi: esempio di immobilismo politico

In Ticino siamo sempre più schiavi della politica del non decidere, quella che non è capace di prendere una posizione chiara da una parte o dall’altra. Poco importa il tema, l’importante è continuare a rimandare la decisione. Un esempio su tutti è quello della legge sull’apertura dei negozi.

Correva l'anno 2011 quando Laura Sadis presentava un messaggio per la revisione della legge. Non una rivoluzione copernicana ma una piccola riforma che vorrebbe mettere un po' d'ordine in un settore la cui regolamentazione risale ormai al lontano 1968.

In sostanza si sarebbe andati a sostituire la normativa vigente, contraddistinta dal regime macchinoso delle deroghe e che nel tempo ha dato tra l'altro vita a una situazione insoddisfacente sotto diversi punti di vista. Con la modifica di legge proposta si amplierebbero leggermente gli orari di apertura permettendo, non obbligando, la chiusura alle 19 in settimana ed alle 18.30 il sabato. Tutto semplice in teoria. ed invece a partire dal 2011 il sottogruppo della gestione che si occupa della legge si è riunito ben 22 volte, la commissione stessa ne ha parlato in plenum 33 volte per un totale di 55 sedute dedicate a questo oggetto. Viene da chiedersi cosa sarebbe successo se la proposta fosse stata veramente coraggiosa e non una pseudo riforma annaquata. In tale caso per discuterne sarebbe probabilmente stato necessario come minimo un ritiro della durata di qualche mese, degno di un conclave per l’elezione del Papa.

Il caso della legge sull'apertura dei negozi è dunque il miglior esempio di come la politica ticinese, in particolare quella degli ultimi anni, fatichi a prendere delle decisioni. Troppo spesso si assiste ad un tira e molla continuo con perizie, discussioni, ripensamenti, approfondimenti tavole rotonde, ecc. Il risultato è però che il paese si ritrova con una politica immobile, incapace di affrontare rapidamente i temi più problematici. La speranza di alcuni è che le elezioni, ridefinendo i rapporti di forza tra i partiti, permetteranno di superare questa impasse. Sarebbe auspicabile che questo avvenga realmente, anche se, a ragion veduta, l'impressione è che tale immobilismo sia più radicato di quello che si pensi: tatticismi, interessi particolari, necessità dei singoli di apparire, sembrano avere costantemente la meglio su buonsenso e responsabilità nei confronti del paese e dei problemi dei Ticinesi. E questo non è certamente un bene.

Alex Farinelli, Candidato PLR al Consiglio di Stato

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