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Alessio Arigoni - La chiusura alle 3, un fallimento delle autorità
Redazione
14 anni fa

Il 9 giugno 2012 è entrata in vigore la nuova Ordinanza municipale sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (OMEAR). Essa inasprisce le limitazioni dei locali notturni imponendo la chiusura alle 03.00 anziché le 05.00 in tutti i giorni della settimana tranne il sabato e la domenica; per i bar ed i ristoranti è consentito un massimo di 12 autorizzazioni per eventi occasionali (concerti, karaoke, dj set, feste varie) per esercizio pubblico con una distanza di 15 giorni da un evento all'altro; per eventi regolari è necessaria una licenza edilizia per il cambiamento di destinazione.In una lettera del 25 giugno il Municipio ha avvisato gli esercenti dell'entrata in vigore della nuova ordinanza facendo notare che “ha cercato di tener conto dei diversi interessi in gioco e della volontà politica di attivamente promuovere la Città di Lugano quale Città turistica ”. Salvo però dimenticarsi di consultare i diretti interessati nell'allestimento della stessa. Nella lettera di cui sopra il Municipio si contraddice pure quando scrive che la chiusura alle ore 05.00 per i fine settimana “dovrebbe consentire un deflusso progressivo della clientela, difficilmente attuabile con una chiusura alle ore 03.00”. Quindi lo stesso principio vale anche per eventi infrasettimanali, prefestivi e non, a forte affluenza. Non ha quindi senso limitarne la chiusura alle 03.00 e assoggettarla ad una richiesta di autorizzazione del costo di 50 Fr all'ora più 50 di cancelleria. E pensare che proprio il partito di maggioranza relativa in Municipio, il PLRT, rappresentato da sindaco e vicesindaco (da più di 30 anni) aveva fatto campagna elettorale contro la burocrazia!Delle deroghe alle limitazioni saranno possibili ma il municipio ha già fatto sapere che non verranno inspiegabilmente rilasciate. Anzi, il vice sindaco Erasmo Pelli in un articolo del CdT del 20 luglio rincara la dose precisando che il Municipio aveva preso in seria considerazione la possibilità di chiusura alle 03.00 anche per il sabato e la domenica mattina, alla luce delle numerose lettere ricevute da cittadini infastiditi dal comportamento incivile di coloro che escono dai locali a tarda ora. Si nota che Pelli non frequenti da molto tempo dei locali notturni, infatti da più di un ventennio le discoteche ed i club sono al centro della vita notturna delle grandi città e delle mete turistiche del globo e non solo per i più giovani. Eventi anche di tipo culturale e non solo d'intrattenimento, avvengono lungo le notti di molte località ben oltre le 03.00.Chiudere i locali notturni a quell'ora oltre ad essere lesivo della libertà di alcuni cittadini, sarebbe anacronistico e dannoso per l'immagine della città che è pure un polo universitario, la quale ha solo da guadagnare attingendo ad un'immagine moderna, dinamica, giovane ed anche un po' trasgressiva. D'altronde pure Zurigo ha “adottato” la tanto discussa Street Parade capendo il guadagno d'immagine che essa genera a livello globale pur con il grosso “disturbo” al centro città che produce.Un'ordinanza che si preannuncia fallimentare pure dal punto di vista dell'ordine pubblico. È evidente che svuotare un locale affollato alle 3.00 mette sulla strada una folla molto “eccitata” e rumorosa. Altro discorso alle 5.00 dove gli utenti sono più appagati e in numero minore visto che in molti se ne vanno spontaneamente prima della chiusura. Vi è quindi un deflusso progressivo e meno brusco. Ed è anche per questo motivo la chiusura era stata portata alle 5.00. Vi sono poi i giorni festivi infrasettimanali che per affluenza sono paragonabili al fine settimana. La nuova ordinanza non se ne preoccupa affatto. Quindi il “tutti fuori” alle 3.00 non può che peggiorare le cose. L'unica soluzione sarebbe chiudere tutto

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