
Martedì 25 novembre il Gran Consiglio ha votato a maggioranza qualificata risicata (46 sì contro 20 no e 5 astenuti su 90 deputati) un credito quadro di 16 milioni di franchi per il periodo 2014-2018, volto a finanziare provvedimenti a favore della mobilità sostenibile, di cui 12 milioni per ecoincentivi sull'acquisto di veicoli a basse emissioni e il rimanente suddiviso tra sviluppo della rete di approvvigionamento (elettricità, gas), mobilità aziendale e attività di consulenza. Il provvedimento, che va senza dubbio nella direzione auspicata e che non può che essere accolto come un tassello fondamentale per la mobilità del futuro, è stato osteggiato da PLR e UDC, che hanno deciso di lanciare, attraverso le rispettive sezioni giovanili, un referendum contro la decisione parlamentare. Un atto quanto mai diseducativo per le generazioni future, è il minimo che si possa dire, ancor più se messo in cantiere dai giovani stessi, sostenuti indirettamente dai rispettivi partiti di riferimento.
La misura votata dal Gran Consiglio è finanziariamente neutra e non inciderà sui prossimi preventivi dello Stato. Verrà infatti finanziata tramite le eccedenze del vecchio sistema degli ecoincentivi (5 milioni), tramite uno specifico supplemento variabile tra 1 e 5% delle tasse di circolazione, ma che sarà mediamente dell'1.5%, e tramite il supplemento sull'imposta di circolazione già in vigore per i veicoli che non soddisfano più gli standard minimi ambientali/energetici. Lo specifico supplemento dell'1.5%, più che sopportabile da parte degli automobilisti, sembra essere il motivo che ha indotto giovani PLR e UDC a lanciare il referendum. Questo supplemento corrisponde in pratica a 8 franchi annui per un veicolo di media cilindrata con un'imposta di circolazione di 500 franchi e a 15 franchi annui per un imposta di circolazione di 1000 franchi. Un importo ridicolo se confronto con i 60 franchi al colpo che si sborsano per un posteggio mal fatto. Eppure sembrerebbe che questo lieve aumento delle tasse di circolazione possa mandare sul lastrico una buona fetta di cittadini. Un piccolo aumento, quasi impercettibile, per una grande causa.
Non si tratta di un sussidio a pioggia come si vorrebbe far credere. L'incentivo aumenta in modo progressivo man mano che il tasso di emissione di CO2 diminuisce ed è limitato ad un massimo del 25% del costo complessivo del veicolo che a sua volta non deve superare i 45'000 franchi. Esso è quindi mirato a ragionevolmente favorire l'acquisto di veicoli ecologicamente sostenibili soprattutto da parte di chi non dispone di budget elevati, mentre esclude, giustamente, chi già può permettersi l'acquisto di automobili più care, seppur in linea con le più moderne norme ambientali.
Ben venga quindi questa ulteriore misura di politica ambientale per una regione ormai sopraffatta dal traffico privato. Non ci si lasci abbagliare da chi costantemente propugna l'ideologia del meno tasse, sempre a quantunque, anche quando queste vanno nelle giusta direzione e intaccano solo marginalmente le tasche dei cittadini-automobilisti. Sulle modalità di finanziamento si potrà eventualmente ancora discutere e correggere il tiro, per esempio introducendo il road pricing (tassa di percorrenza) applicabile anche a stranieri e confederati che circolano tuttora sulle nostre strade senza lasciare un centesimo nelle casse del Cantone, ma non buttiamo il bambino con l'acqua sporca, affossando un progetto importante per le future generazioni, educate sin da ora ad optare per veicoli meno inquinanti.
Alessandro Robertini
presidente PS Bellinzonese
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