
Fra un mese andremo a votare sull'iniziativa «Sostenere le famiglie! Esentare dalle imposte gli assegni per i figli e gli assegni di formazione». L'obiettivo di sostenere le famiglie è sicuramente lodevole ma purtroppo l'iniziativa in questione sbaglia completamente il bersaglio, privilegiando un'infima parte di famiglie cosiddette di serie A, già di per se più che benestanti, e mettendo ulteriormente in difficoltà quelle dei ceti medi e bassi, dicasi di serie C. Essendo l'aliquota fiscale non lineare ma crescente con il reddito, i redditi più alti godrebbero di riduzioni maggiori rispetto a quelli più bassi. Riduzioni che per i redditi non imponibili diventerebbero addirittura nulle. Ciò è comprovato, oltre che dalla Valutazione dell’impatto dell’iniziativa a cura dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, anche dagli stessi esempi riportati dai promotori nella brochure di spiegazioni ufficiale che verrà recapitata con il materiale di voto.
Asserire, come fanno i promotori, che un imponibile più basso permetterebbe di accedere più facilmente alle agevolazioni previste per i bassi redditi (riduzione dei premi di cassa malati, borse di studio ecc.) è quanto di più falso e demagogico si possa affermare. Lo Stato si troverebbe infatti nella spiacevole situazione di dover adattare al ribasso gli importi di questi aiuti o di aumentare le imposte per poter far fronte alle minori entrate che ne scaturirebbero. Non dimentichiamo che in casi di ristrettezze finanziare, queste vanno in primis a scapito della socialità che non può, per ovvi motivi, contare sulle potenti lobby dell'economia che mirano a ben altri obiettivi. La deduzione di una fonte di reddito, qual è l'assegno per figli, è oltre al resto in contraddizione con la logica delle deduzioni fiscali ammissibili sul reddito lordo che mirano a togliere dallo stesso quelle spese che in effetti il contribuente deve sostenere, quali i contributi sociali, i premi cassa malati e a quant'altro.
Proposte come queste, provengono di regola dagli ambienti che mirano ad uno Stato sempre più leggero, che fan finta di dimenticare che uno Stato debole non fa altro che accentuare le differenze tra i più ricchi, che diventeranno ancora più ricchi perché meno tassati, e i più deboli che dovranno subire gli effetti di ulteriori restrizioni dovute alla minor forza finanziaria dello Stato stesso. La fiscalità serve, per sua natura, a ripartire più equamente le risorse economiche tra i vari ceti della popolazione. Ogni defiscalizzazione non può che accentuare le differenze tra i più e i meno agiati. È quindi evidente che l'obiettivo principale non è quello di favorire la famiglia, ma quello di premiare ulteriormente pochi privilegiati. Il prossimo 8 marzo, al motto "per tutti senza privilegi", respingiamo quindi senza ulteriori esitazioni questa iniqua iniziativa.
Alessandro RobertiniPresidente PS Bellinzonesecandidato Gran Consiglio
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