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Alessandro Robertini - Difendere il lavoro, per un Cantone più efficiente
Redazione
11 anni fa

Ultimamente, anche con la scusa della sopravvalutazione del franco a seguito della decisione della Banca nazionale di non più ancorarlo all'euro, si è assistito ad una serie di misure volte a peggiorare le condizioni di lavoro (riduzioni salariali, aumenti dei ritmi di lavoro senza compenso, ecc.) e a proposte di licenziamento (eufemismo) soprattutto nei confronti di chi ha osato opporsi a queste restrizioni.

Il problema, in parte rientrato a seguito delle trattative sindacali ma anche dietro la pressione delle associazioni economiche preoccupate per l'esito delle imminenti elezioni, non è certo risolto, altri casi sono nel frattempo emersi e ne siamo certi, dopo il 19 di aprile nuove offensive da parte di un certo mondo imprenditoriale a scapito dei lavoratori non tarderanno a manifestarsi. A difendere il lavoro e la dignità dei lavoratori sono rimasti solo la sinistra e i sindacati.

La questione del franco forte è soprattutto un alibi, una delle tante vituperate regole dello Stato, che quando si tratta di aumentare il profitto può andar bene anche alla destra liberista. Si sapeva fin dall'inizio che l'operazione di ancorare il cambio non sarebbe durata in eterno ma le aziende lo hanno crassamente ignorato in nome del profitto immediato. Sia chiaro, questa non è la regola. Ci sono per fortuna molte aziende con una forte valenza sociale che tengono in considerazione la dignità del lavoratore e pagano salari equi.

Queste vanno evidentemente favorite e anche sostenute, perché oltre a garantire dignità permettono nel contempo di ridurre il numero di persone costrette a far capo all'assistenza, riducendo l'impegno dello Stato in questo campo. Ben vengano dunque tutte quelle imprese che operano in questo senso, ma non quelle che si insediano nel nostro territorio solo per approfittare dei servizi e dell'attrattività fiscale senza creare mezzo posto di lavoro per i residenti.

Alessandro Robertini

Presidente PS Bellinzonese

candidato al Gran Consiglio

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