
Alta tecnologia, un tema molto importante per la creazione di posti di lavoro in Ticino. Oltre a portare posti altamente qualificati, l'insediamento di istituti in questo ambito comporta anche una creazione non indifferente di posizioni di lavoro sia nel settore amministrativo che della gestione generale. Non bisogna per altro dimenticare l'indotto economico da questi derivante e il maggior interesse che verrebbe suscitato in questo senso dal nostro Cantone e grazie al quale altre ditte potrebbero essere spinte ad insediarsi nel nostro territorio.
Lo sviluppo di industrie e istituti di ricerca è sostenuto dalla Confederazione, ma spesso i fondi a ciò destinati finiscono in altre zone della Svizzera. Questo non per una mancanza di considerazione, come spesso si vuol far credere, nei confronti del Ticino ma semplicemente perché di regola tendono a fluire dove esiste la competenza necessaria volta a sviluppare questi settori. La questione verte quindi sul come portare questa competenza nel nostro territorio. Se da una parte, con la realizzazione di USI e SUPSI, si è parzialmente colmata la lacuna creando diverse sinergie con l'industria locale, d'altra parte non esistono ancora condizioni quadro sufficienti per essere attrattivi.
Manca in particolare una pianificazione volta a creare dei campus di ricerca e industriali dove settore universitario e aziende possono facilmente insediarsi e collaborare tra di loro, mancano le infrastrutture per dare la possibilità di organizzare conferenze e eventi di livello internazionale, ma mancano soprattutto le condizioni per far rientrare in Ticino in nostri "cervelli" che dopo gli studi accademici tendono a rimanere nel resto della Svizzero se non all'estero. E per quest'ultimo punto risultano di non poco ostacolo le non irrilevanti differenze di salario tra il nostro Cantone e il resto della Confederazione, seppur con un costo della vita simile, che spesso non invogliano al rientro.
Alessandro RobertiniPresidente PS Bellinzonesedocente SUPSIcandidato al Gran Consiglio
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