
La piazza finanziaria ticinese rappresenta un importante datore di lavoro che occupa migliaia di persone. Il gettito fiscale delle banche è un importante reddito per Comuni e Cantone. La situazione internazionale ha però costretto le nostre banche e la sua piazza finanziaria ad una imponente riorganizzazione. In un momento come questo occorre rendersi conto che da una parte la politica non ha per nulla tutelato il nostro sistema bancario e dall’altro occorre che in un momento come questo vi siano la forza e le idee per potersi effettivamente ricollocare nel contesto internazionale. L’epocale cambiamento che stiamo vivendo deve essere ben gestito affinchè vi sia effettivamente un futuro.
Occorre farsi delle domande profonde per evitare che la situazioni si deteriori in maniera irreparabile, ricordandosi che si tratta di un settore che ha comunque portato una notevole ricchezza.
Il Partito Liberale Radicale ha recentemente depositato un postulato relativo al rafforzamento della nostra piazza finanziaria chiedendo alle camere di esaminare la necessità di una normativa in materia di trusts. Per i tecnici del settore si tratta di uno strumento che potrebbe rispondere alle esigenze in materia successoria ma soprattutto qualcosa di innovativo (per il nostro paese) che andrebbe ad allinearci con strutture presenti in altri paesi. È un inizio, un’iniziativa che serve a gettare le basi per altre che serviranno a ricostruire una piazza finanziaria forte sul piano internazionale.
L’attuale accordo firmato purtroppo non garantisce un evoluzione della situazione a favore del nostro Cantone. Abbiamo bisogno di una forte rappresentanza durante i trattati bilaterali con l’Italia in cui si definiranno i dettagli della “road map”. Attualmente la Svizzera ha effettuato delle importanti concessioni sul piano internazionale senza però avere molto in contropartita.
Occorre che ora la macchina politica si avvii con veemenza per evitare che sia “troppo tardi”.
L’accordo sui frontalieri deve assolutamente essere rivisto, una maggiore pianificazione nella fascia di frontiera tra Ticino ed Italia deve essere intrapresa con maggiore efficacia per combattere una serie di malesseri che viviamo sul nostro territorio (dal semplice traffico alla situazione di crisi economica).
Lo scambio di informazioni automatico deve essere implementato per tutti quei padroncini che quotidianamente varcano il confine, un maggiore controllo deve essere effettuato su tutta queste realtà che regolarmente operano alle nostre latitudini.
La nostra piazza finanziaria ha già scontato molto, speriamo che ora la politica si attivi seriamente per poter avere delle contropartite serie affinchè il risultato non sia semplicemente quello di avere sacrificato un settore che ha sempre creato una grande ricchezza.
Alessandro Gazzani
Candidato PLR al Gran Consiglio
Lista nr. 2 Candidato nr. 11
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