
Le armi semiautomatiche sono “armi molto pericolose, perché sono facilmente trasformabili in automatiche: bastano piccole modifiche tecniche che qualsiasi armaiolo è in grado di effettuare”. Queste le parole di Rocco Cattaneo.
Se da un lato è innegabile che i miei interessi professionali vadano contro le restrizioni che l’UE ci vuole imporre in materia di armi, dall’altra non posso astenermi dall’oppormi chiaramente a esternazioni come quella citata sopra. La modifica di un’arma semiautomatica in una automatica è tanto semplice quanto lo possa essere la trasformazione di un’auto a benzina in una a diesel. Facile o difficile che sia (comunque non è quello il punto), respingo l’idea che la mia categoria si presti a eseguire tali modifiche, esplicitamente vietate dalla legge attualmente vigente.
Ma se questo fosse realmente un problema, allora sarebbe l’ennesima dimostrazione dell’inutilità della legge che ci vuole imporre l’UE: si vuole proibire qualcosa di vietato. Già, allora è forse meglio arrendersi all’evidenza dei fatti. Le leggi ci sono e vengono rispettate dalle persone (e ditte) oneste. Renderle più restrittive non avrà alcun effetto nei confronti di chi per definizione agisce al di fuori della legalità: delinquenti, terroristi. Ma vediamo quali sono le procedure attualmente in vigore per l’acquisto delle “temibili” armi semiautomatiche. Per comprarne una bisogna far richiesta di autorizzazione presso l’autorità cantonale. Esattamente la stessa autorità che la rilascerebbe nel caso fosse attuata la direttiva UE. Non vedo quale maggior trasparenza ci sarebbe dunque un domani.
Ha dunque ragione Cattaneo nel sostenere che nulla cambierebbe per un futuro acquirente? Assolutamente no! Quella che verrebbe rilasciata è detta “autorizzazione eccezionale” e il nome stesso lascia chiaramente intendere che non sarebbe sufficiente soddisfare gli attuali requisiti per ottenerne una. La verità è che né io né Cattaneo sappiamo quali sarebbero le condizioni che verrebbero poste in futuro, ma asserire che non cambierà nulla significa mentire.
Esclusione da Schengen
E’ già stato scritto in lungo e in largo che nel caso prevalesse il “NO” non vi sarebbe un’automatica esclusione da Schengen e che, al contrario, sono già previste procedure per trovare soluzioni condivise.
In materia di sicurezza, credo che un semplice ragionamento permetta a chiunque di capire che proprio se la Svizzera respingesse il progetto di legge, l’UE avrebbe tutti gli interessi a trasmetterci, e a farsi trasmettere, tutte le informazioni relative a presunti terroristi. E ciò a maggior ragione se noi dovessimo diventare (agli occhi dell’UE) la nazione dove i malviventi andranno a procurarsi le armi con le quali compiere poi atti terroristici in Germania, Francia, Belgio ecc.
Sono assolutamente convinto che la prossima votazione non abbia quindi nulla a che vedere con la lotta al terrorismo internazionale e che un NO ci escluderebbe da Schengen. Sono altrettanto certo che ne sono convinti anche i vari Rocco Cattaneo e Filippo Lombardi, i cui partiti in passato hanno sempre contrastato restrizioni in materia di armi. La domanda sorge quindi spontanea: perché dunque esponenti del PLR e del PPD questa volta sostengono le restrizioni imposte da Bruxelles? Un’idea ce l’ho: la politica è fatta di concedere per ottenere e questa volta è meglio concedere, semplice.
Contrastare l’UE sulla questione delle armi significherebbe perdere qualche carta buona da giocare nella prossima partita. Una partita che si giocherà però ad un tavolo al quale il popolo svizzero, aimè, non sarà invitato. Questo significa però non rispettare la sovranità del volere popolare, dimenticando che questo in Svizzera è pur sempre ancora un dato di fatto. Termino con un’amara costatazione. Raramente mi è capitato conoscere bene la materia sulla quale si vota come questa volta. Vedendo quanta disinformazione viene fatta da politici “rispettabili” e da ex magistrati, come vengono distorti i fatti, quante certezze vengono vendute da persone assolutamente ignoranti in materia, beh, mi rendo conto che probabilmente nel passato più di una volta ho sbagliato a votare.
Alberto Broggini, armaiolo
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