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Adriano Merlini - Scuole Medie: concretamente sì
Adriano Merlini - Scuole Medie: concretamente sì
Adriano Merlini - Scuole Medie: concretamente sì
Redazione
10 anni fa

Solitamente se il dentista mi suggerisce un’otturazione lo assecondo, se il gommista mi sollecita il cambio dei copertoni usurati ottempero, … e pago il costo dell’operazione perché mi fido dei professionisti. Potrei invece pensare di saperne più di loro e quasi sicuramente sbaglierei, trovandomi con una bocca rovinata e rischiando l’incidente stradale. Economicamente sarebbe un disastro: avrei risparmiato sul breve periodo solo per dover pagare molto di più in seguito.

Perché allora i nostri parlamentari, a maggioranza, hanno rifiutato la diminuzione del numero di allievi per classe nelle scuole del Cantone, misura prioritaria ed urgente sostenuta dalle associazioni dei docenti, dagli esperti dipartimentali e dagli studi scientifici internazionali? Non bastano forse il semplice buonsenso e l’esperienza per capire che il singolo è meglio seguito in un gruppo di taglia ridotta? Ai corsi di cucina, di lingua, sportivi, … il costo diminuisce all’aumentare dei partecipanti, ma tutti sappiamo che anche l’attenzione e lo spazio che il singolo riuscirà a ritagliarsi diminuirà di conseguenza.

Perché negare i servizi parascolastici quali mense e doposcuola, quando le esigenze della società in questo senso sono lampanti, come testimonia anche il recentissimo studio commissionato dalla Commissione federale di coordinamento per le questioni familiari? In Ticino nella metà (48%) delle coppie con figli entrambe i genitori lavorano (sovente per necessità economica, altre per libera scelta), dato che aumenta ulteriormente (57%) per le numerosissime famiglie monoparentali. Eppure dici famiglia e molti pensano ancora alla Piccola casa nella prateria … Non si tratta di esprimere giudizi, bensì di rispondere, quando necessario, a delle esigenze reali e pressanti dei cittadini.

Malgrado le promesse elettorali, la maggioranza del Parlamento ha voltato le spalle alla scuola, giocando la carta del “benaltrismo” da decenni. È dunque fondamentale che la società riorienti le priorità dei nostri politici, sostenendo in modo convinto l’iniziativa Rafforziamo la Scuola media – Per il futuro dei nostri giovani.

Oltre alla diminuzione del numero di allievi, delle mense e doposcuola facoltativi, permetterebbe pure di migliorare l’orientamento professionale alla fine dell’obbligo scolastico: si potranno così evitare moltissime scelte sbagliate, generatrici di frustrazioni, perdite di tempo (anni!) e sprechi economici sia per gli studenti e le loro famiglie sia per lo Stato erogatore di istruzione e dunque per noi tutti che lo finanziamo tramite le imposte.

Concludo con un’ovvietà: la qualità dell’istruzione e dell’educazione ha un costo, ma è un investimento che farà risparmiare milioni sui costi ben più elevati generati dall’ignoranza e dall’inciviltà.

Adriano Merlini, docente e papà

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