Cerca e trova immobili
Ospiti
Adriano Merlini - 2013/14: non è ancora l'anno buono
Redazione
13 anni fa

2013/14: non è ancora l’anno buono Poteva essere l’anno della svolta per la Scuola ticinese e invece no. Diminuzione del numero massimo di allievi per classe, rivalutazione salariale di tutto il corpo docente, generalizzazione delle mense e dei servizi para-scolastici. Questi tre temi sono segnalati da anni come di primaria importanza e urgente necessità di intervento da tutte le componenti della Scuola: allievi, docenti, genitori. Tutte le loro associazioni li hanno sottoscritti anni addietro con l’appello, “Fermiamo la deriva della scuola in Ticino”. La nuova dirigenza del DECS ha cercato di muoversi in questa direzione riuscendo, ad esempio, a far varare al Governo il messaggio che chiede di scendere dagli attuali 25 ai proposti 22 allievi massimi per classe. In modo pretestuoso la Commissione scolastica del GC ha deciso di rinviare la trattanda invocando la necessità di approfondimenti supplementari. Il tema è sul tavolo da anni e anche nel volume Scuola a tutto campo 2010 gli si dedicano alcune pagine e si trova una sufficiente bibliografia. Ma poi, francamente, è necessario uno studio scientifico per capire che con una classe poco numerosa si lavora meglio che in una sovraffollata? Al termine dello scorso anno scolastico sono stato invitato dal Consiglio Cantonale dei giovani per discutere di scuola. È stato rassicurante constatare come perduri la stima della maggior parte degli studenti verso la maggior parte dei docenti, ma è stata un po’ una sorpresa sentire quanto siano elevate le aspettative verso la professione. Si chiede sempre più ai docenti, ma in cambio gli si dà sempre meno: meno fiducia, meno rispetto, meno salario, meno tempo. Anche quest’anno sembra ci saranno le ennesime misure di risparmio sul personale (sono circa 30 in 20 anni): scompaiono (forse) le indennità di economia domestica e si bloccano (forse) gli scatti salariali. Ovviamente non si può continuare così senza che la qualità della scuola ne risenta. Ricordiamo lo scalpore sollevato dalla decisione presa dal Collegio del Liceo Lugano 1 di sospendere fino a nuovo avviso le uscite con pernottamento. A questo punto dobbiamo domandarci: cosa succederebbe se una parte qualificata dei docenti si limitasse a svolgere i compiti obbligatori per contratto rinunciando a quanto offre spontaneamente per il buon funzionamento dell’istituzione per la quale lavora? Sarebbe il crollo della qualità della Scuola. A malincuore, temo sia il momento di lasciar intravedere il baratro verso cui andiamo in modo che, con il sostegno dell’opinione pubblica e della politica, si riesca ad invertire la rotta. Adriano Merlini, VPOD docenti 

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata