
Il 20 luglio 2010 ricorre il decimo anniversario della prematura scomparsa di Giuseppe Buffi, municipale, vice sindaco di Bellinzona, consigliere di Stato e grande statista del Cantone. A nome del Gruppo del PLRT chiedo al Municipio di dedicare in occasione della ricorrenza una Via della Capitale a Giuseppe Buffi. Qui di seguito alcune riflessioni da funzionari e politici di diversi partiti che hanno avuto l’opportunità di lavorare con lui. “Lucido nella riflessione amava estraniarsi un poco, custodire dentro di sé gioie e amarezze della vita, prendere distanza dagli avvenimenti. La riservatezza e la modestia non potevano nascondere la sua sensibilità e l'attenzione rivolta a chi più necessitava di un aiuto, di una parola, di uno sguardo. Il futuro del Cantone - ripeteva - non è legato ai Casinò ma soprattutto alla formazione dei nostri giovani e alla loro crescita morale e umana”. Diego Erba “Sensibilità, professionalità, disponibilità e semplicità sono i vocaboli che utilizzerei oggi per descrivere la mia brevissima attività professionale con Giuseppe Buffi”. Giorgio Franchini “Mi piace ricordare l'espressione del volto dell'Onorevole Buffi quando gli annunciai la nascita del figlio dell'Onorevole Marina Masoni, nemmeno lui si era accorto di niente. Attaccato alla ringhiera fu colto da meraviglia, poi da stupore e poi da una risata liberatoria segno di vera gioia”. Sergio Morisoli “Guardava al passato, arricchendo il presente con quello che vedeva, e investiva energia e vigore in ogni momento, dando forza e sostanza a un futuro nel quale continua a vivere il suo operato. Giuseppe mi ha insegnato questo”. Marco Borradori “A Giuseppe, specialmente negli ultimi anni, era stato attribuito un po’ da tutti il ruolo dell’uomo saggio. Dei suoi consigli ci si poteva sempre fidare. Anche questo ha contribuito a fare di lui uno dei maggiori statisti del Paese. Non è facile raccogliere la sua eredità. Ma è un onore raccogliere la sfida di continuare i vari cantieri da lui avviati”. Gabriele Gendotti “Ho vissuto con Giuseppe Buffi alcune esperienze "parallele": quando entrambi eravamo direttori del giornale del rispettivo partito, quando eravamo capi gruppo in Gran Consiglio e, infine, un anno di Consiglio di Stato. Quest'ultima esperienza è stata più breve delle altre, ma di gran lunga è stata anche la più intensa e importante, e quella che mi ha permesso meglio, per quanto lo si possa fare del nostro prossimo, di conoscere, apprezzare e rimpiangere la profonda umanità di Giuseppe Buffi”. Luigi Pedrazzini “… a volte, nella forma dell'ironia, mai però sprezzante. Un uomo che lasciava trapelare le sue emozioni, naturalmente e con dignità. Un collega tollerante, di una tolleranza intesa non come banale ricerca del quieto vivere ma come principio democratico. Non dimenticherò la sua viva partecipazione alla vita del Paese, la sua capacità di essere vicino ai cittadini, la sua caparbietà nel cercare di capire, di interpretare i segnali dell'opinione pubblica. Di questo ci faceva partecipi e ci arricchiva”. Patrizia Pesenti “L'attività politica di Giuseppe Buffi è stata sempre espressione della sua capacità di comunicare e della sua grande umanità, un'umanità che lo ha costantemente accompagnato: come deputato in Gran Consiglio a partire dal 1971, negli anni delle turbolenze ideologiche contrapposte; come municipale nella sua Bellinzona dal 1976 e come Vicesindaco dal 1980 al 1986; e poi, dopo le dimissioni di Carlo Speziali, come Consigliere di Stato dal 1° maggio del 1986 alla testa di quello che allora si chiamava Dipartimento della pubblica educazione”. “Ed ecco, la tua figura ritorna nel pensiero, è qui tra noi, con gli entusiasmi che ti illuminavano; con la spinta trainante, resa più a
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