
200 anni di navigazione: il Lago Maggiore come spazio comune tra Stati, territori e persone
Due secoli di navigazione non sono soltanto una ricorrenza storica. Sono il segno di un legame profondo che unisce territori, popoli e istituzioni sulle sponde del Lago Maggiore. Il 200° anniversario della navigazione di linea diventa oggi l’occasione per avviare una grande manifestazione transfrontaliera che coinvolge Italia e Svizzera, il Canton Ticino, la Lombardia e il Piemonte: Stati e regioni diversi, ma da sempre uniti dall’acqua e dalle scie delle sue navi.
Questo bicentenario nasce per ricordare le navi, certo, ma soprattutto le persone. Uomini e donne che hanno dedicato la propria vita – e in alcuni casi l’hanno persa – al servizio pubblico di linea tra Sesto Calende e Magadino, garantendo collegamenti, lavoro, sicurezza e continuità alle comunità rivierasche. La navigazione non è mai stata solo un mezzo di trasporto: è stata un servizio essenziale, un presidio sociale, un ponte quotidiano tra le sponde.
Simbolo forte di questo anniversario sarà il ritorno in acqua del piroscafo Piemonte, varato nel 1904 e costruito dagli storici cantieri Escher Wyss di Zurigo. Una nave che rappresenta la grande tradizione industriale e tecnologica europea applicata alla navigazione interna. Il suo fischio, durante i vari eventi del bicentenario, unirà idealmente le tre sponde del lago, diventando un richiamo sonoro alla memoria condivisa e all’identità comune del Verbano.
Ma il 200° anniversario non è soltanto celebrazione: è anche riflessione. Riflessione sulla navigazione come industria viva, capace di generare lavoro diretto, indotto economico, competenze e attrattività turistica. Una navigazione che facilita gli spostamenti quotidiani dei residenti e allo stesso tempo offre ai visitatori un modo sostenibile, lento e autentico di vivere il lago.
Allo stesso tempo, questo anniversario invita a interrogarsi sul futuro. La navigazione funziona davvero solo se è trasparente, vicina al territorio e costruita insieme. Insieme alle istituzioni, alle imprese, ai lavoratori, ai comuni rivieraschi e alle comunità locali. La collaborazione tra tutti gli attori è la condizione necessaria perché il sistema sia efficiente, credibile e riconosciuto come bene comune.
In questo contesto si inserisce Verbano 26, che non vuole essere solo un evento celebrativo, ma una possibile scintilla. Una scintilla capace di accendere un processo di unione territoriale più ampio, che superi confini amministrativi e nazionali, valorizzando ciò che già esiste: una storia condivisa, un paesaggio unico e una cultura comune della navigazione.
L’obiettivo, guardando avanti, è ambizioso ma concreto: arrivare a una vera unione dei territori del lago per presentarsi verso l’esterno con un’identità forte e riconoscibile, un brand unico: Lago Maggiore. Un nome capace di raccontare al mondo non solo una destinazione turistica, ma un sistema territoriale coeso, sostenibile e profondamente legato alla sua storia.
Dopo 200 anni, la navigazione continua a indicare la rotta grazie alle persone che ogni giorno la rendono possibile: capitani, motoristi, timonieri, marinai e addetti di terra. È a loro che Verbano 26 dedica questo bicentenario, riconoscendo il valore umano e professionale che da due secoli tiene unito il Lago Maggiore.
Antonio Leucci, Presidente dell'Associazione Verbano 26

