
Ringrazio le Autorità comunali per questo invito. È sempre un piacere ritrovarsi, stare insieme, in comunità, ancora di più quando si celebra un evento importante: oggi la nostra Festa nazionale, il 1° agosto!
Saluto tutte le persone presenti. Cittadine e cittadini -domiciliati, ospiti e villeggianti- tante individualità, ognuna di voi con la propria storia individuale, ma tanti, qui questa sera, perché parte di un’associazione, una organizzazione, una istituzione, una filarmonica, società sportiva o un gruppo che anima, gestisce, opera, vive la comunità locale: sia essa Caslano, il Malcantone o un’altra realtà.
L’associazionismo -basilarmente fondato sul volontariato, l’impegno civico e una struttura democratica/partecipativa- è un elemento chiave della Svizzera. Oggi dobbiamo celebrare e celebriamo anche questo. La Svizzera delle associazioni e delle organizzazioni, degli enti che uniscono e aggregano. La Svizzera di chi si unisce in un’attività collettiva. La Svizzera di chi si unisce per fare e dare alla comunità. Questo genera e mantiene vive l’identità e l’appartenenza.
Grazie e auguri a voi. Auguri a noi tutti che viviamo e alimentiamo lo spirito dello stare insieme in comunità, del dare alla comunità su vari fronti e in vari ambiti! Nulla di costrittivo, imposto da terzi, burocratico o centralista, ma migliaia di realtà uniche, democratiche, coinvolgenti e quindi identificanti.
Prima di tornare su questa tematica che mi sta molto a cuore, möchte ich zu Beginn auch alle deutschsprachigen Gäste begrüssen, die sich entschieden haben, diesen wichtigen Abend mit der örtlichen Gemeinschaft zu erleben. Unser Nationalfeiertag ist in erster Linie auch und vor allem ein Fest der Gemeinschaft. Sie sind heute Abend hier und das ehrt Sie und uns. Sie haben das Tessin (den schönsten Kanton der Schweiz) für Ihre Ferien gewählt, und dafür sind wir Ihnen dankbar. Nutzen Sie diese Gelegenheit. Würdigen wir die Schweiz, als eine Gemeinschaft, in der das Zusammenleben, das Vereinswesen und die lokalen Gemeinschaften das Gegenmittel, gegen so viele Irrgänge sind, die wir um uns herum und in der Welt sehen.
Il 1° di agosto, quale festa della e di comunità, perché la collettività - autodeterminata e quindi sovrana- è la base essenziale del nostro Stato. Abbiamo una popolazione estremamente eterogenea e variegata. Fondamentalmente, non esiste il DNA del vero o buon svizzero. Per fortuna dico io: i Paesi del “tutti uguali”, della “dottrina di Stato”, del “vero cittadino” e “del tutti chiusi su sé stessi” sono disgrazie. Noi, siamo un Paese piccolo, aperto al mondo, complesso e globalmente vincente. Non esiste il vero svizzero, perché siamo Svizzera e quindi svizzeri dal momento in cui scegliamo di vivere e di impegnarci, ognuno nel suo ambito, per qualcosa che sta sopra il “noi stessi”: l’altro, la comunità, il Paese; in maniera libera, volontaria e democratica.
Il federalismo e la sussidiarietà garantiscono poi ampio margine di responsabilità e azione, penso ai Comuni e alle comunità locali. Qui, decine di migliaia di associazioni, organizzazioni, club sportivi, patriziati ed enti benevoli gestiscono le attività più disparate; nel pieno spirito elvetico di milizia. Fermiamoci un momento, pensiamo a tutto quanto fate e avete fatto; ai vostri parenti, conoscenti e vicini di casa. Quante attività accanto alla professione? Signore e signori, siete (siamo) una forza incredibile di individualità che si uniscono per fare, per dare, tempo, competenze, passione e amicizia alla comunità.
Penso sia l’immagine più bella che un Paese vivo possa dare. Quando penso alla Svizzera, penso a questo. Non è scontato. È scritto anche nella cupola di Palazzo federale, con il motto in latino Unus pro omnibus, omnes pro uno ("Uno per tutti, tutti per uno"). Così è nata la Svizzera e così vive ancora oggi. Un’identità collettiva che valorizza la pluralità, che non ha un solo colore o una sola lingua, che non impone un protocollo del “buon svizzero”, ma che mostra in ogni angolo del Paese come la collettività, spesso prima o accanto allo Stato, si fondi su tante individualità unite e impegnate per la comunità.
Non è solo un’immagine, è una capacità produttiva dal valore monetario e sociale inestimabile. Pensiamo se dovessimo pagare al valore di costo tutto quanto produce l’associazionismo; il Paese si fermerebbe e romperebbe. Ed è proprio dove queste dinamiche si rompono che la comunità si disgrega, l’individualismo galoppa, le diversità si amplificano e si scontrano, il debole è spinto al margine, ci si dimentica di essere comunità e si perde lo spirito collettivo. L’identità individuale è unica e va preservata, ma quella di uno Stato è l’immagine di una collettività, di un legame di tanti individui, uno spirito di appartenenza e quindi identitario.
Senza spirito e attività di comunità si rompono meccanismi che spesso oggi relativizziamo. Guardiamo a cosa è successo negli ultimi mesi in Francia (agli scontri tra giovani e tra comunità), alla ghettizzazione in molti Paesi europei, a grandi città con quartieri in cui prevalgono il disagio sociale e la povertà senza che lo Stato possa dare risposte e dove i meccanismi collettivi si sono rotti. Senza dimenticare la crescente violenza, in primis giovanile, che segna la vita di troppi giovani anche nel nostro Paese.
Sono fermamente convinto che laddove abitano dinamiche di associazionismo, di collettività vissuta attivamente, di prossimità e condivisione anche nelle differenze, questi fenomeni pericolosi, tragici e distruttivi trovino meno terreno fertile e spesso si possano anche annullare. Dove c’è un vicino, una famiglia, un’associazione o un’organizzazione che riunisce, anima e aiuta, c’è maggiore forza di fare fronte alle difficoltà e sfide. Di risolvere problemi individuali e collettivi e uscire da conflitti. Non perdiamo questa grande risorsa, questo elemento collante che non è il DNA dello svizzero, ma il DNA della Svizzera.
Oggi, in ogni angolo del Paese si parla di valori e simboli, tutti elementi chiave che viviamo l’intero anno. Responsabilità, libertà, solidarietà, impegno civico, dedizione, stabilità e lealtà sono l’essenza del nostro operare quotidiano a favore della comunità, della vostra presenza questa sera qui in piazza. Questa è la Svizzera che dobbiamo festeggiare e ringraziare; oggi e tutto l’anno.
Avviandomi verso la conclusione, signore e signori, sono stimolato anche dallo stendardo comunale, da quello della filarmonica e dalla nostra bandiera. Eccoli, questi sono simboli dello stare insieme, sono simboli di collettività, sono simboli dell’associazionismo e dei valori che lo contraddistinguono. Anche qui dobbiamo cogliere la giornata odierna per dire con forza ad una piccola minoranza (che urla tuttavia forte e riceve grande attenzione) che la maggioranza delle cittadine e dei cittadini svizzeri e residenti in Svizzera ha a cuore la storia del Paese, ha a cuore i nostri simboli e i nomi che questa ci ha trasmesso e che oggi definiscono luoghi, tradizioni, organismi e collettività. Chi vuole cancellare tutto, cambiare o modificare in nome di un individualismo e relativismo irrispettosi, si fermi di fronte a una collettività che a larghissima maggioranza apprezza e ha bisogno di stare insieme, di avere simboli e valori comuni. Chi nega o vuole cancellare, chi solo protesta e distrugge, è intollerante ed egoista. La comunità è per sua natura variegata e la Svizzera ne è esempio vivente su questo globo terrestre. Un modello di successo perché il collettivo fa più dell’individuo, perché la maggioranza rispetta e integra la minoranza, perché la democrazia diretta legittima le decisioni.
Vi ringrazio di cuore per l’attenzione. Vi auguro il meglio nella vita, con un pensiero a chi sta soffrendo o vive difficoltà. Viviamo attivamente la Svizzera e aiuteremo cittadine e cittadini a stare meglio; e così starà meglio l’intero Paese. Non è tutto perfetto, ma viviamo in un Paese straordinario. Le sfide e i problemi sono grandi, ci sono però anche grandi opportunità. Se a prevalere saranno la forza e l’impegno delle comunità locali, avremo maggiore potenziale per dare alle prossime generazioni la Svizzera che si meritano.
W Caslano, W il Ticino e W la Svizzera. Buon 1° agosto!

